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Verso un futuro inclusivo: l'impatto dell'AI sull'advocacy LGBTQIA+

Verso un futuro inclusivo: l'impatto dell'AI sull'advocacy LGBTQIA+

> Intelligenza artificiale per la simulazione di interazioni sociali: un sistema per affinare l'advocacy LGBTQIA+.

In un'innovativa ricerca condotta dal Massachusetts Institute of Technology (MIT), è stato sviluppato un sistema basato su un grande modello di apprendimento (LLM) che sfrutta l'intelligenza artificiale (AI) per promuovere e sostenere l'advocacy LGBTQIA+. Il progetto, intitolato "AI Comes Out of the Closet", utilizza dialoghi generati dall'IA e personaggi virtuali per creare simulazioni di interazioni sociali complesse. Questo permette agli utenti di esplorare e affinare il proprio approccio all'advocacy LGBTQIA+ in un ambiente sicuro e controllato.

Il lavoro, recentemente pubblicato nelle Proceedings of the 29th International Conference on Intelligent User Interfaces, si radica nelle personali esperienze di D. Pillis, studente di dottorato al MIT e scienziato della ricerca, che evidenzia come la comunità LGBTQIA+ continui a navigare le complessità legate all'identità, all'accettazione e alla visibilità. Pillis sottolinea l'importanza delle simulazioni nell'affrontare le sfide attuali della comunità LGBTQIA+, offrendo soluzioni innovative che sfruttano il potenziale dell'AI per costruire comprensione, empatia e sostegno.

Il progetto mira a testare la convinzione che la tecnologia, applicata con cura, possa essere una forza positiva per la società, colmando i divari tra esperienze diverse e favorendo un mondo più inclusivo. Pillis richiama l'attenzione sul contributo delle persone queer nello sviluppo dell'AI e dell'informatica, citando la storia di Alan Turing, figura chiave nella nascita della scienza informatica, che subì sanzioni legali a causa della sua omosessualità.

Contrastando l'esperienza di Turing con l'attuale accettazione dell'identità queer di Sam Altman, CEO di OpenAI, Pillis sottolinea la crescente inclusività nel campo dell'AI. Il progetto evidenzia come le qualità costruite, performative e spesso celebrate nella cultura queer trovino riscontro nell'essenza stessa dell'intelligenza artificiale.

Il lavoro di collaborazione con Pat Pataranutaporn, studente del gruppo Fluid Interfaces presso il MIT Media Lab, ha portato alla creazione di simulazioni in cui i personaggi virtuali, alimentati da avanzate AI e LLM, offrono risposte realistiche e dinamiche agli input degli utenti. Questo rappresenta un passo significativo verso la comprensione di come l'AI possa contribuire al benessere umano in termini di "saggezza, meraviglia e benessere".

La ricerca mette in luce dati preoccupanti riguardanti il trattamento iniquo dei lavoratori LGBTQIA+ nel posto di lavoro, come il fatto che quasi il 46% abbia sperimentato qualche forma di trattamento ingiusto. Inoltre, l'industria tecnologica si dimostra un campo difficile per gli individui LGBTQIA+, con il 33% degli ingegneri gay che percepiscono il loro orientamento sessuale come un ostacolo al progresso di carriera.

Il progetto "AI Comes Out of the Closet" è stato concepito come uno studio online per valutare l'impatto del simulatore nel promuovere empatia, comprensione e abilità di advocacy verso le questioni LGBTQIA+. Partecipanti al programma sono stati esposti a scenari AI-generati che simulano situazioni reali affrontate dagli individui LGBTQIA+, focalizzandosi in particolare sulla dinamica del coming out sul posto di lavoro.

Gli esiti dello studio rivelano differenze significative nell'impatto sulla percezione dell'empatia basata sulle modalità di interazione, indicando che l'osservazione diretta può incrementare l'empatia e la comprensione verso le questioni LGBTQIA+. Nonostante i risultati promettenti, la ricerca riconosce le limitazioni metodologiche e sottolinea l'importanza di ulteriori studi per approfondire e convalidare i risultati iniziali.

Nel contesto di applicazioni reali, Pillis vede molteplici opportunità per simulazioni simili, come la formazione in ambito aziendale, educativo, familiare e nelle professioni legate alla salute mentale, per promuovere ambienti di lavoro, studio e vita più inclusivi e sostenere attivamente la comunità LGBTQIA+.

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