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Cina: attenzione alla propaganda generata dall'AI

Cina: attenzione alla propaganda generata dall'AI

> Gli avatar digitali si moltiplicano sui social: gli esperti prevedono una diffusione crescente con l'avanzare della tecnologia.

Nel mondo dell'informazione, la tecnologia sta giocando un ruolo sempre più importante, soprattutto nell'ambito della generazione di notizie tramite intelligenza artificiale (AI). Recentemente, è stato diffuso un video che vede un presentatore generato dall'AI criticare pesantemente la presidente uscente di Taiwan, Tsai Ing-wen, paragonandola a delle "spinaci acquatici", un gioco di parole basato sulla lingua mandarina che sminuisce la sua efficacia durante il mandato.

Questo segmento è un tentativo di influenzare le elezioni presidenziali taiwanesi, propagando messaggi partigiani. Si sospetta che dietro la creazione di questi video ci sia il coinvolgimento di gruppi statali cinesi, considerando che la Cina sostiene che Taiwan faccia parte del suo territorio.

Questi avatar, o presentatori virtuali, stanno diventando sempre più comuni e si stanno diffondendo principalmente attraverso le reti sociali, dove vengono utilizzati per diffondere propaganda di stato. Nonostante l'avanzamento tecnologico, Tyler Williams di Graphika, un'azienda di ricerca sulla disinformazione, afferma che per catturare l'attenzione degli utenti basta una qualità approssimativa dei video.

Recentemente, l'agenzia di notizie di stato cinese Xinhua ha introdotto un presentatore di notizie digitale, Qiu Hao, che promette di trasmettere notizie "24 ore su 24, 365 giorni all'anno". Tuttavia, questo approccio non ha ottenuto una grande popolarità globale. Inoltre, il CapCut, uno strumento di editing video sviluppato da ByteDance, che è anche proprietaria di TikTok, è stato usato per creare falsi presentatori di notizie.

Un report di Microsoft ha evidenziato che gruppi cyber cinesi sostenuti dallo stato hanno mirato alle elezioni taiwanesi con contenuti di disinformazione generati dall'AI. Questi contenuti includono affermazioni non verificate e potenzialmente dannose.

Nonostante le linee guida cinesi richiedano che i contenuti AI generati che includono informazioni errate siano minimizzati, la priorità per i regolatori cinesi rimane il controllo dei flussi di informazioni, per assicurare che i contenuti prodotti non siano politicamente sensibili e non causino disordini sociali.

Ma c'è chi esplora anche altri usi degli avatar AI nella comunicazione istituzionale. Ad esempio, il ministero degli affari esteri dell'Ucraina ha lanciato una portavoce AI, Victoria Shi, che utilizza l'immagine di Rosalie Nombre, una cantante e personalità mediatica ucraina.

In conclusione, sebbene i presentatori di notizie generati da AI non siano ancora perfettamente realistici o persuasivi, il loro uso è in crescita e le loro implicazioni nel campo della disinformazione sono un tema di forte rilevanza. La vigilanza e la capacità di discernere tra contenuti autentici e manipolati è più essenziale che mai, in un'era in cui l'intelligenza artificiale può plasmare ciò che vediamo e crediamo.

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