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Autori aperti all'AI: 4 su 10 cederebbero opere per compenso

Autori aperti all'AI: 4 su 10 cederebbero opere per compenso

> Esplorando l'etica dell'IA: La cautela degli sviluppatori nell'addestramento delle intelligenze artificiali.

L'interazione tra la scrittura creativa e le tecnologie di intelligenza artificiale (AI) ha sollevato interrogativi e preoccupazioni nel mondo letterario, soprattutto in relazione ai diritti d'autore. Un recente sondaggio getta luce sull'attitudine degli scrittori verso l'utilizzo dell'AI nel loro processo creativo. Secondo quest'analisi, benché una vasta maggioranza degli autori preferisca non integrare l'AI nella loro pratica di scrittura, un significativo 13% ammette di ricorrere a queste tecnologie per compiti specifici, come lo sviluppo dei personaggi o la redazione di bozze iniziali.

La questione centrale riguarda il diritto d'autore e la possibilità per gli autori di concedere licenze delle loro opere a società specializzate in AI. In questo ambito, i pareri appaiono divisi. I risultati dell'indagine indicano che la disponibilità ad offrire tali concessioni è legata alla capacità di esercitare un controllo sull'utilizzo dei propri lavori nelle produzioni generate dall'AI e alla prospettiva di ricevere una remunerazione adeguata per l'uso significativo del loro lavoro.

Circa il 38% degli autori interpellati ha espresso la propria apertura verso la concessione di licenze a condizione di poter monitorare l'impiego dei propri testi negli output dell'AI e di ottenere un compenso extra per l'utilizzo riconoscibile e sostanziale nell'opera finale. Contrariamente, un 33% si è dichiarato contrario a tale pratica in ogni circostanza.

Una netta maggioranza, il 78%, ha inoltre sottolineato come non sarebbe disposta a concedere i proprio lavori per il training di sistemi AI senza la possibilità di escludere specifici prompt, quali quelli che potrebbero indurre l'AI a imitare il loro stile, o in caso di un impiego significativo del loro lavoro negli output finali. Queste preoccupazioni riflettono l'esigenza di proteggere l'integrità creativa dell'autore e di garantire un'equa compensazione per l'utilizzo delle opere letterarie nell'era digitale.

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