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Addio scrittori? Come l'intelligenza artificiale sta plagiando il mondo letterario

Addio scrittori? Come l'intelligenza artificiale sta plagiando il mondo letterario

> La vita dei libri nel mondo delle tecnologie ibride discusso al Forum dell'Industria del Nuovo Libro.

Nell'ambito del Forum dell'Industria del Nuovo Libro, che si è recentemente tenuto a San Pietroburgo, grande attenzione è stata dedicata al ruolo e all'influenza delle tecnologie ibride e, in particolare, degli sviluppi legati all'intelligenza artificiale (IA), sulla produzione e distribuzione letteraria. Fortemente segnato dall'avvento e dalla rapida evoluzione di reti neurali come ChatGPT di OpenAI, il settore editoriale sperimenta una fase di riflessione critica sul proprio futuro.

La comparsa di questi potenti strumenti ha alimentato il dibattito sul destino degli scrittori nell'era digitale, sollevando interrogativi sulla possibile sostituzione di professionisti creativi con algoritmi capaci di generare contenuti. Il caso della rivista di fantascienza americana Clarkesworld, soverchiata da contributi generati da IA, ha acceso i riflettori sulle sfide poste dall'intelligenza artificiale alla creatività umana.

Vera Bogdanova, scrittrice che collabora attivamente con le reti neurali, ha condiviso il suo punto di vista, sottolineando come, nonostante la capacità delle IA di produrre narrazioni, queste ultime manchino di profondità emotiva, di capacità di inventare svolgimenti inaspettati e di descrivere sensazioni olfattive con la stessa verosimiglianza degli umani.

L'introduzione dell'IA nel mondo editoriale si estende tuttavia oltre la sola scrittura, toccando ambiti come la raccomandazione di libri e la revisione di bozze. Evgeny Kapyev, direttore generale della casa editrice Eksmo, ha evidenziato come l'intelligenza artificiale sia ormai uno strumento indispensabile, nonostante i risultati non siano ancora perfetti. Ha proposto inoltre la creazione di un premio per la migliore implementazione di IA nell'editoria, suggerendo anche incentivi fiscali per le aziende che investono in quest'area.

Parallelamente, le esperienze di case editrici come Alpina Non-Fiction rivelano la cautela con cui il settore si approccia all'adozione di traduzioni automatiche, che, nonostante la promessa di efficienza, possono aumentare il carico di lavoro degli editori letterari. Allo stesso modo, esperimenti come quello della casa editrice Proza, che coinvolge la collaborazione tra scrittori contemporanei e IA nella creazione di racconti, esplorano le potenzialità creative di questa simbiosi.

Nonostante gli entusiasmi, la critica d'arte Anna Voronkova ha ricordato i limiti insiti dell'IA, che opera sulla base di dati preesistenti senza poter generare nuove idee autonomamente. Sottolineando la capacità unica degli esseri umani di pensare "fuori dagli schemi" e di infrangere le regole, Voronkova ha messo in discussione la capacità dell'IA di sostituire veramente l'ingegno e la creatività umana.

Il Forum ha evidenziato un consenso generale sulla necessità di accettare e integrare l'intelligenza artificiale nel settore librario, sfruttando le sue potenzialità per il miglioramento dei processi editoriali, pur mantenendo una riflessione critica sulle implicazioni etiche e creative di questa convivenza tra umani e macchine.

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