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CEO di una grande azienda pubblicitaria nel mirino di una truffa deepfake

CEO di una grande azienda pubblicitaria nel mirino di una truffa deepfake

> Truffatori impersonano il CEO di WPP con un falso account Whatsapp e clonazione vocale usando video di YouTube in un incontro virtuale.

Il CEO del colosso pubblicitario WPP, Mark Read, è stato di recente bersaglio di un tentativo di frode sofisticato che ha visto l'utilizzo di una voce artificiale creata tramite intelligenza artificiale. Read ha condiviso l'episodio tramite un'email indirizzata ai dirigenti dell'azienda, sollevando una chiamata alla vigilanza contro chiamate fraudolente che si spacciano per comunicazioni da alti esecutivi.

I truffatori hanno inscenato un incontro su Microsoft Teams, utilizzando un account WhatsApp corredato da un'immagine pubblicamente disponibile di Read. Nel corso della riunione, hanno imitato la voce dell'esecutivo e utilizzato sequenze video tratte da YouTube, mantenendo l'impostore fuori campo e comunicando attraverso la chat. Il tentativo di frode mirava a convincere un leader aziendale a istituire una nuova attività per estorcere denaro e dettagli personali. “Fortunatamente gli attacchi non hanno avuto successo,” ha sottolineato Read, evidenziando l'importanza della vigilanza contro tecniche sempre più sofisticate, comprendenti incontri virtuali, IA e deepfake.

Un portavoce di WPP ha confermato l'insuccesso del tentativo di phishing, grazie alla prontezza degli addetti WPP, inclusi i dirigenti direttamente coinvolti, ma non ha specificato i tempi esatti dell'accaduto né i dettagli su altri esecutivi coinvolti.

Una volta circoscritti a fastidi online, come molestie o disinformazione politica, gli attacchi deepfake hanno visto una notevole escalation nel mondo aziendale. Truffe simili hanno precedentemente indotto banche e aziende finanziarie a perdere milioni e ora pongono all'allerta i reparti di cybersecurity.

Il fenomeno non è isolato. Ad esempio, un esecutivo del fallito startup media digitale Ozy è ammesso colpevole di frode e furto d'identità dopo aver impersonato un dirigente di YouTube per truffare Goldman Sachs, convincendola a investire 40 milioni di dollari nel 2021 utilizzando un software di falsificazione vocale.

Il tentativo di frode su WPP ha dimostrato come i truffatori stiano affinando le proprie tecniche, spaziando dall'IA per clonare voci all'uso di immagini disponibili pubblicamente. Questo episodio sottolinea la vastità degli strumenti a disposizione dei malintenzionati per imitare le comunicazioni aziendali e impersonare gli esecutivi.

Mark Read ha elencato una serie di campanelli d'allarme da monitorare, tra cui richieste di passaporti, trasferimenti di denaro e menzioni di acquisti segreti.

La conquista delle tecnologie generative IA rappresenta una sfida e un'opportunità per le aziende. Lo scorso anno, WPP ha annunciato una partnership con il produttore di chip Nvidia per creare pubblicità con IA generativa, una mossa che promette di rivoluzionare il marketing. Nel frattempo, l'accessibilità e la convinzione della tecnologia deepfake audio, capace di generare imitazioni vocali realistiche, solleva nuove preoccupazioni. Questa tecnica ha già trovato applicazione in vari contesti, dimostrando che nessun settore è immune dai rischi associati.

Da un dirigente scolastico a Baltimora accusato ingiustamente a causa di un deepfake a imitazioni di personaggi politici, i casi di abuso si moltiplicano, evidenziando la necessità di una maggiore consapevolezza e precauzione. WPP, con una capitalizzazione di mercato di circa 11,3 miliardi di dollari, ha ribadito l'impegno nel combattere le frodi, lavorando con le autorità per affrontare il problema dei siti falsi che sfruttano il suo nome.

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