Questa iniziativa si inserisce negli sforzi di YouTube per aumentare la trasparenza sui contenuti generati dall'intelligenza artificiale. L'etichetta sfrutta lo standard C2PA per rilevare l'autenticità dei video caricati, funzionando solo con dispositivi di registrazione e strumenti che supportano questi metadati.
Secondo la pagina di aiuto di YouTube, l'etichetta "indica che il creatore ha utilizzato una tecnologia specifica per verificare l'origine del video e confermare che l'audio e le immagini non sono stati alterati". Tuttavia, i creatori devono utilizzare strumenti compatibili con C2PA versione 2.1 o superiore affinché l'etichetta appaia.
Google ha dichiarato in un'email a The Verge di star "esplorando" come trasmettere le informazioni C2PA agli spettatori di YouTube. L'azienda ha fatto riferimento al suo blog che spiega l'obiettivo di aumentare la trasparenza sui contenuti generati dall'IA sulla piattaforma.
Requisiti per ottenere l'etichetta
I video non devono necessariamente essere privi di modifiche per ottenere l'etichetta, ma ogni fase del processo deve supportare C2PA ed evitare:
- Modifiche che interrompono la catena di provenienza o rendono impossibile risalire alla fonte originale del video
- Alterazioni significative della natura o del contenuto principale del video, inclusi suoni o immagini
- Modifiche che rendono il video incompatibile con gli standard C2PA (versione 2.1 e successive)
Questa novità si aggiunge all'etichetta "altered or synthetic content" lanciata da Google all'inizio dell'anno, che richiede agli utenti di YouTube di auto-identificare i propri caricamenti contenenti contenuti generati dall'IA.
L'implementazione di queste etichette rappresenta un passo importante verso una maggiore trasparenza sui contenuti online, aiutando gli utenti a distinguere tra video autentici e contenuti potenzialmente manipolati o generati artificialmente.