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Yahoo ritorna con grandi ambizioni nell'era dell'IA

Yahoo ritorna con grandi ambizioni nell'era dell'IA

> Yahoo compie 30 anni, ma il CEO Jim Lanzone afferma che l'azienda è ancora in fase di crescita e sviluppo.

Nel panorama digitale italiano, quando si parla di giganti tecnologici caduti in disgrazia, Yahoo rappresenta forse il caso più emblematico. Un tempo simbolo dell'era pioneristgittica di Internet, questo colosso che oggi celebra i suoi 30 anni di vita ha attraversato un declino che sembrava inarrestabile, fino all'ingresso in scena di Jim Lanzone. Nel 2021, quando il fondo Apollo Global Management ha rilevato l'azienda per soli 5 miliardi di dollari da Verizon – una cifra irrisoria se paragonata ai 100 miliardi che Yahoo valeva nei suoi anni d'oro – in pochi avrebbero scommesso su una rinascita. Eppure, dietro questo apparente declino si nascondeva un potenziale inespresso che attendeva solo la guida giusta.

L'uomo delle rinascite impossibili

"Amo le ristrutturazioni aziendali," confessa Lanzone con la sicurezza di chi ha già dimostrato di saper trasformare il piombo in oro. Non è una dichiarazione casuale: nel 2001 aveva già salvato AskJeeves, un motore di ricerca il cui valore era crollato da 196 dollari per azione a meno di uno, riportandolo in auge fino a farsi acquistare da IAC Corporation per 1,85 miliardi di dollari. Più tardi, ha traghettato CBS nell'era dello streaming digitale quando molti network tradizionali ancora resistevano al cambiamento.

Per Lanzone, Yahoo non rappresentava tanto un relitto da recuperare quanto un tesoro nascosto sotto strati di cattiva gestione. "Se nel 2021 avessi tolto il nome Yahoo e guardato solo ai numeri dell'azienda, avresti visto miliardi di dollari di fatturato," spiega con la lucidità di chi sa vedere oltre le apparenze.

Il passato non interessa, conta solo il futuro

Mentre molti analisti continuano a indugiare sulle occasioni perdute di Yahoo – il rifiuto di acquisire Google, l'accordo sfumato per Facebook quando Mark Zuckerberg era disposto a vendere per un miliardo, o i talenti che hanno abbandonato l'azienda per fondare colossi come WhatsApp – Lanzone taglia corto: "La storia delle opportunità mancate di Yahoo è stantia, noiosa". Il suo approccio è pragmatico: concentrarsi su ciò che l'azienda fa bene, eliminando i rami secchi.

La strategia ha previsto l'abbandono delle divisioni in perdita, come alcuni settori pubblicitari improduttivi, e acquisizioni mirate per rafforzare i punti di forza. Un esempio? L'app di scommesse sportive Wagr, integrata in Yahoo Sports per modernizzare l'offerta in un settore in rapida evoluzione. Parallelamente, ha attratto talenti di alto profilo come Ryan Spoon, ex responsabile digitale di ESPN, affidandogli le redini di Yahoo Sports.

Yahoo è ancora leader in settori cruciali del web, nonostante la sua immagine sbiadita.

Un gigante che ancora non sa di esserlo

I numeri raccontano una storia sorprendente per chi pensava che Yahoo fosse ormai solo un ricordo del passato. Secondo Comscore, in America è ancora al primo posto per consultazione di notizie e finanza, terzo nello sport, e la sua casella di posta elettronica è seconda solo a Gmail. Lanzone rivela che centinaia di milioni di americani utilizzano Yahoo ogni mese, un dato che contrasta nettamente con la percezione comune di un'azienda in declino.

Il paradosso è che Yahoo potrebbe essere "meno della somma delle sue parti", come ha suggerito un'analisi critica, ma Lanzone ribatte con convinzione: chi usa Yahoo Finance finisce per esplorare anche altri servizi dell'ecosistema, creando un effetto moltiplicatore. Per potenziare questo meccanismo, l'azienda ha stretto accordi con oltre 100 influencer, cercando di riposizionarsi come hub di contenuti virali – una modernizzazione della missione originaria di Yahoo: portare il meglio di Internet a un pubblico di massa.

La sfida dell'intelligenza artificiale: questa volta sarà diversa?

L'arrivo di ChatGPT ha segnato un punto di svolta per l'intero settore tecnologico. Storicamente, Yahoo ha fallito in ogni transizione tecnologica importante: dalla ricerca ai social media, dal mobile al cloud. Ma questa volta Lanzone promette un approccio diverso. "Vorrei automatizzare la parola 'AI' per non doverla ripetere così spesso," scherza, ma dietro la battuta c'è una strategia concreta.

Yahoo non intende sviluppare propri modelli linguistici o investire 100 miliardi in data center, ma utilizzare tecnologie esistenti combinandole con il proprio know-how interno. Un esempio è la partnership con la startup Sierra per agenti di assistenza clienti robotizzati. Ma il colpo da maestro è stata l'acquisizione di Artifact, l'aggregatore di notizie potenziato dall'AI creato dai cofondatori di Instagram, Kevin Systrom e Mike Krieger.

"Invece di incorporare la loro tecnologia nel nostro prodotto, abbiamo fatto il contrario," spiega Lanzone. "Essenzialmente, Yahoo News è ora Artifact." Una scelta che ha ottenuto l'approvazione degli stessi fondatori: "Ci siamo uniti a Yahoo perché hanno fatto un'offerta interessante, ma soprattutto perché avevano in programma di portare il nostro lavoro a milioni di persone," conferma Systrom.

Il futuro passa da Yahoo Finance

Il prossimo obiettivo è reinventare Yahoo Finance, considerato il gioiello dell'azienda. "Farai più soldi, risparmierai di più, e useremo l'AI per farlo per te," promette Lanzone. L'approccio segna un cambio di rotta: meno competizione con CNBC sulle notizie finanziarie, più focus sui dati e sugli strumenti che aiutano concretamente gli utenti nelle loro decisioni d'investimento.

Questo mix di tradizione e innovazione ha già dato i suoi frutti. Sebbene l'azienda sia privata e i dati finanziari non siano pubblici, Lanzone afferma che Yahoo ha registrato il ritorno più rapido tra tutte le acquisizioni di Apollo, un risultato che pochi avrebbero pronosticato.

Quale destino per il gigante viola?

Sul futuro a lungo termine, Lanzone mantiene un profilo basso: "Yahoo è come qualsiasi azienda pre-IPO in fase avanzata. Le possibilità sono tre: essere acquisiti, quotarsi in borsa o rimanere privati per sempre. Non abbiamo nulla da annunciare, siamo in fase di costruzione."

Tuttavia, rimanere privata per sempre sembra improbabile, considerando che Reed Rayman, partner di Apollo e attuale presidente di Yahoo, aveva parlato di Lanzone come guida per una "fase di trasformazione" dell'azienda. Un'IPO nell'attuale clima finanziario appare prematura, mentre un'acquisizione da parte di un gigante tecnologico – con Microsoft in pole position, considerando che già gestisce l'indice di ricerca di Yahoo e gran parte della sua AI generativa – rappresenta lo scenario più plausibile.

Nel frattempo, Lanzone si gode i piccoli segnali di rinascita. Come quando, allo stadio dei San Francisco 49ers (con cui Yahoo ha un accordo a lungo termine), ha assistito a 80.000 persone che imitavano il celebre "yodel" di Yahoo dopo un touchdown di Christian McCaffrey. "Mi ha colpito," ricorda, "c'è ancora molto amore latente per questo marchio". E forse è proprio questo amore nostalgico, combinato con un'offerta tecnologica rinnovata, la chiave per riportare il gigante viola ai fasti di un tempo nel mondo digitale di domani.