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Vitruvian: l'Ai italiana sfida OpenAI

Vitruvian: l'Ai italiana sfida OpenAI

> Vitruvian-1.5: ASC27 punta al miglioramento continuo con versioni M, L, XXL, grazie al feedback raccolto.

Vitruvian-1-M, il modello linguistico di ASC27, è ora disponibile in versione beta pubblica. L'annuncio è stato fatto dal CEO, Nicola Grandis, aprendo la fase di test a chiunque voglia sperimentare con questa tecnologia.

Questo significa che sviluppatori, ricercatori e appassionati possono accedere a Vitruvian-1-M per valutarne le capacità e contribuire al suo miglioramento. Si tratta di un passo importante per rendere l'intelligenza artificiale più accessibile e per testarne le performance in scenari reali. La fase di beta pubblica permetterà di identificare eventuali punti deboli e di ottimizzare il modello in vista del rilascio della versione definitiva.

Le parole del CEO

Grandis ha ripercorso le tappe che hanno portato a questo rilascio: "Abbiamo ragionato anni sul fatto che l’AI non si potesse alimentare a centrali nucleari, soprattutto per noi in Europa; abbiamo creato un modello che sta in 8GB di VRam". Il CEO ha sottolineato l'importanza di un'AI sostenibile e accessibile, capace di operare anche con risorse limitate.

Secondo Grandis, Vitruvian si distingue per la sua capacità di seguire la logica formale, offrendo performance paragonabili a modelli più grandi. Il modello è stato validato da esperti in diversi settori, tra cui medicina, finanza e giurisprudenza.

Vitruvian non è un chatbot.

Grandis ha precisato: "Vitruvian non è un chatbot, non va pilotato con una sequela di interazioni e piccole frasi, non si lavora con un prompt di una riga, ma si spiega a Vitruvian il proprio problema in diverse righe di prompt e gli si chiede di fornire la soluzione più logica che conosce a quel problema".

I prossimi sviluppi

Il rilascio della beta pubblica è solo l'inizio. Nelle prossime settimane, ASC27 raccoglierà feedback per migliorare il modello. L'obiettivo è rilasciare Vitruvian-1.5 nelle versioni M, L e XXL, con API dedicate per l'integrazione in applicazioni aziendali.

L'azienda punta a rendere disponibile la tecnologia anche su dispositivi come notebook e server, consentendo alle aziende di integrare l'AI nei processi operativi nel rispetto delle normative GDPR e dell'AI Act. È possibile testare il modello direttamente sul sito ufficiale.


Oggi assistiamo al lancio in public beta di Vitruvian-1-M, un modello di linguaggio sviluppato da ASC27. Questo evento segna un punto di svolta nell'evoluzione dell'intelligenza artificiale, aprendo nuove frontiere nell'accessibilità e nell'applicazione pratica dell'AI.

L'annuncio del CEO di ASC27, Nicola Grandis, sottolinea l'importanza di un'AI che non si basi su risorse energetiche eccessive, un tema particolarmente rilevante in Europa. Vitruvian-1-M si distingue per la sua capacità di operare con soli 8GB di VRAM, un risultato notevole se confrontato con i modelli più energivori.

Ma qual è la storia dietro questi modelli di linguaggio? Possiamo pensare ai primi tentativi di creare macchine pensanti, risalenti addirittura al filosofo greco Aristotele, che con la sua logica formale ha posto le basi per il ragionamento artificiale. Tuttavia, è solo nel XX secolo, con l'avvento dei computer, che l'AI ha iniziato a prendere forma concretamente.

I primi modelli di linguaggio, sviluppati negli anni '50 e '60, erano basati su regole rigide e avevano una capacità limitata di comprendere e generare testo. Negli anni '80, con l'emergere delle reti neurali, l'AI ha fatto un salto di qualità, diventando in grado di apprendere dai dati e di adattarsi a contesti diversi. Oggi, i modelli di linguaggio come Vitruvian-1-M rappresentano l'apice di questa evoluzione, offrendo prestazioni paragonabili a quelle dei modelli più grandi e complessi.

Il successo di Vitruvian-1-M è anche il risultato del contributo di centinaia di Alpha e Beta Tester, esperti in diversi settori, che hanno validato il modello in contesti reali e contribuito a migliorarne l'esperienza utente. Questo approccio collaborativo è fondamentale per garantire che l'AI sia al servizio delle persone e delle loro esigenze.

Grandis sottolinea che Vitruvian non è un semplice chatbot, ma uno strumento potente che richiede una comprensione approfondita del problema da risolvere. Vitruvian non è un chatbot, non va pilotato con una sequela di interazioni e piccole frasi... ma si spiega a Vitruvian il proprio problema in diverse righe di prompt e gli si chiede di fornire la soluzione più logica che conosce a quel problema. Questa affermazione ci ricorda che l'AI è uno strumento che amplifica le capacità umane, ma non le sostituisce.

Il futuro di Vitruvian si preannuncia ricco di novità, con il rilascio delle versioni 1.5 M, L ed XXL, e con l'obiettivo di portare questa tecnologia su dispositivi portatili e server aziendali. Questo consentirà alle organizzazioni di integrare l'AI nei propri processi operativi in modo sicuro e conforme alle normative europee.

Una curiosità: il nome "Vitruvian" è un omaggio all'architetto romano Vitruvio, famoso per il suo trattato "De Architectura", in cui definisce i principi fondamentali dell'armonia e della proporzione. Allo stesso modo, Vitruvian-1-M si propone di portare armonia e proporzione nel mondo dell'intelligenza artificiale, offrendo uno strumento potente e accessibile a tutti.