L'industria cinematografica e creativa sta attraversando una rivoluzione silenziosa ma dirompente, guidata dall'evoluzione esponenziale dell'intelligenza artificiale video. Quello che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza - la creazione di contenuti video realistici attraverso algoritmi - è diventato realtà, scatenando un terremoto che sta ridefinendo i confini tra immaginazione e produzione audiovisiva. Le conseguenze di questa trasformazione tecnologica non si limitano agli aspetti tecnici, ma investono profondamente le dinamiche economiche, creative e lavorative dell'intero settore dell'intrattenimento.
Il test del piatto di spaghetti: quando l'impossibile diventa reale
Per comprendere l'accelerazione vertiginosa di questa tecnologia, basta osservare l'evoluzione di un singolo video: Will Smith che mangia spaghetti. Questa sequenza, completamente artificiosa, è diventata dal 2023 il metro di paragone dell'industria per valutare i progressi dell'AI video. Due anni fa, l'attore appariva sfocato, con occhi troppo distanti, fronte sproporzionata, movimenti meccanici e spaghetti che non raggiungevano nemmeno la bocca.
La versione pubblicata alcune settimane fa da un utente della piattaforma Veo 3 di Google non mostrava invece alcun difetto apparente. "Ogni settimana, a volte ogni giorno, ne esce una diversa ancora più sorprendente della precedente", ha dichiarato Elizabeth Strickler, professoressa della Georgia State University.
Tra Dream Machine di Luma Labs lanciato nel giugno 2024, Sora di OpenAI a dicembre, Gen-4 di Runway AI a marzo 2025 e Veo 3 a maggio, il settore ha superato diverse pietre miliari in pochi mesi. Le mani a sei dita e i volti distorti appartengono ormai al passato.
Hollywood abbraccia l'algoritmo: collaborazioni milionarie
I colossi dell'industria cinematografica non sono rimasti a guardare. Runway ha firmato accordi con lo studio Lionsgate e il gruppo televisivo AMC Networks, segnando un momento di svolta nelle strategie produttive hollywoodiane. Il vicepresidente di Lionsgate, Michael Burns, ha rivelato al New York Magazine la possibilità di utilizzare l'intelligenza artificiale per generare versioni animate e adatte alle famiglie da franchise come "John Wick" o "Hunger Games", piuttosto che creare progetti completamente nuovi.
"Alcuni lo usano per storyboard o previsualizzazione" - fasi che precedono le riprese - "altri per effetti visivi o inserti", ha spiegato Jamie Umpherson, direttore creativo di Runway. Burns ha fornito un esempio concreto: per decidere se girare una scena, Lionsgate può ora creare un clip di 10 secondi "con 10.000 soldati in una tempesta di neve". Un tipo di previsualizzazione che prima sarebbe costato milioni.
A ottobre è uscito il primo lungometraggio completamente generato da AI: "Where the Robots Grow", un film d'animazione senza alcuna ripresa dal vivo. Per Alejandro Matamala Ortiz, co-fondatore di Runway, un lungometraggio generato da AI non è l'obiettivo finale, ma un modo per dimostrare a un team di produzione che "questo è possibile".
La democratizzazione della produzione: opportunità o minaccia?
Mentre alcuni esperti vedono nell'AI la possibilità per più artisti di raggiungere un pubblico significativo, le resistenze non mancano. A marzo, la startup Staircase Studio ha fatto scalpore annunciando piani per produrre sette-otto film all'anno usando l'AI per meno di 500.000 dollari ciascuno, garantendo di affidarsi a professionisti sindacalizzati ovunque possibile.
"Il mercato c'è", ha dichiarato Andrew White, co-fondatore della piccola casa di produzione Indie Studios. Le persone "non vogliono sapere come è fatto", ha sottolineato White. "Sono questioni interne. Le persone vogliono godersi il film per il film stesso." Tuttavia, White stesso rifiuta di adottare la tecnologia, considerando che l'uso dell'AI comprometterebbe il suo processo creativo.
Jamie Umpherson sostiene che l'AI consente ai creatori di rimanere più vicini alla loro visione artistica che mai, poiché permette revisioni illimitate, a differenza del sistema tradizionale vincolato dai costi.
Resistenze generazionali e preoccupazioni etiche
"Vedo resistenza ovunque" a questo movimento, ha osservato Strickler della Georgia State. Questo è particolarmente vero tra i suoi studenti, preoccupati per il massiccio consumo di energia e acqua dell'AI, così come per l'uso di opere originali per addestrare i modelli, senza dimenticare l'impatto sociale.
Ma rifiutare di accettare il cambiamento è "un po' come avere un'attività senza internet", ha aggiunto. "Puoi provare per un po'." Nel 2023, il sindacato degli attori americani SAG-AFTRA ha ottenuto concessioni sull'uso della loro immagine attraverso l'AI.
Strickler vede l'AI diminuire il ruolo di Hollywood come arbitro della creazione e del gusto, permettendo invece a più artisti e creatori di raggiungere un pubblico significativo. I fondatori di Runway, formati tanto come artisti quanto come informatici, hanno guadagnato un vantaggio sui loro rivali dell'AI video nel cinema, televisione e pubblicità.
Verso nuovi orizzonti: metaverso e realtà virtuale
Ma stanno già guardando oltre, considerando l'espansione nella realtà aumentata e virtuale - per esempio creando un metaverso dove i film potrebbero essere girati. "Le applicazioni più entusiasmanti non sono necessariamente quelle che abbiamo in mente", ha dichiarato Umpherson.
"L'obiettivo finale è vedere cosa fanno gli artisti con la tecnologia." Una frase che racchiude tanto le possibilità quanto le incertezze di una rivoluzione che sta appena iniziando a mostrare il suo potenziale trasformativo.