Taiwan ha vietato l'utilizzo del chatbot DeepSeek R1 agli impiegati pubblici e alle infrastrutture critiche, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale. Il Ministero degli Affari Digitali di Taiwan ha annunciato venerdì che il servizio di intelligenza artificiale cinese rappresenta un rischio per la sicurezza delle informazioni a causa della trasmissione transfrontaliera dei dati.
La decisione di Taiwan si inserisce in un contesto di crescente attenzione internazionale verso le pratiche di gestione dei dati di DeepSeek. L'azienda cinese ha recentemente lanciato il suo chatbot R1, affermando che eguaglia le capacità dei leader statunitensi nel campo dell'IA, ma con un investimento molto inferiore. Questa mossa ha suscitato preoccupazioni in diversi paesi occidentali, tra cui Corea del Sud, Irlanda, Francia, Australia e Italia.
Il Ministero degli Affari Digitali taiwanese ha dichiarato: "Il servizio DeepSeek AI è un prodotto cinese. Il suo funzionamento comporta la trasmissione transfrontaliera e la fuga di informazioni, oltre ad altre preoccupazioni relative alla sicurezza delle informazioni". Taiwan ha una lunga storia di accuse contro la Cina per l'uso di tattiche di "zona grigia", inclusi attacchi informatici, nel contesto delle rivendicazioni di sovranità di Pechino sull'isola.
La notizia del divieto taiwanese arriva in un momento di crescente tensione nel settore tecnologico globale. DeepSeek ha recentemente fatto notizia per aver sviluppato un chatbot che si ritiene abbia eguagliato le capacità delle aziende statunitensi, nonostante le severe restrizioni imposte dagli USA sull'accesso ai chip avanzati necessari per lo sviluppo dell'IA.
Reazioni internazionali e indagini in corso
La restrizione imposta da Taiwan non è un caso isolato. Le autorità di controllo dei dati in Corea del Sud e Irlanda hanno annunciato che chiederanno a DeepSeek di chiarire come gestisce le informazioni personali degli utenti. In Italia, è stata avviata un'indagine sul modello R1 e ne è stato bloccato il trattamento dei dati degli utenti italiani.
Queste mosse riflettono una crescente preoccupazione globale per la sicurezza dei dati e la privacy nel contesto dello sviluppo rapido dell'intelligenza artificiale. La capacità di DeepSeek di competere con i giganti tecnologici statunitensi, nonostante le restrizioni, solleva interrogativi sulla futura dinamica del mercato dell'IA e sulle implicazioni geopolitiche di questa tecnologia emergente.