Sotto le ceneri del Vesuvio, un tesoro filosofico dimenticato torna alla luce dopo duemila anni. Grazie all'impiego di tecnologie all'avanguardia e intelligenza artificiale, un papiro carbonizzato conservato presso le Biblioteche Bodleiane di Oxford ha finalmente svelato il suo segreto: si tratta di un'opera fondamentale del filosofo epicureo Filodemo, intitolata "Sui Vizi". Il rotolo, ridotto a un cilindro annerito dall'eruzione vulcanica che seppellì Ercolano nel 79 d.C., rappresenta solo la punta dell'iceberg di un patrimonio culturale che sta emergendo grazie alla tenacia di ricercatori internazionali e a tecniche di indagine innovative che sembravano fantascienza fino a pochi anni fa.
L'alta tecnologia al servizio dell'antichità
La svolta è arrivata grazie a un processo di "apertura virtuale" del documento mediante raggi X ad alta precisione. A differenza dei precedenti tentativi di studio di questi fragili reperti, che spesso si sbriciolavano al minimo contatto, l'approccio digitale ha permesso di esaminare il contenuto senza danneggiare fisicamente il papiro. «È il primo rotolo in cui l'inchiostro poteva essere visto direttamente dalla scansione», ha spiegato il dottor Michael McOsker, papirollogo dell'University College di Londra. «Prima non sapevamo nemmeno se contenesse scrittura».
La scansione è stata realizzata presso Diamond, il sincrotrone nazionale britannico nell'Oxfordshire, dove il reperto - catalogato come PHerc. 172 - è stato sottoposto a esame nel luglio scorso. Sorprendentemente, alcune tracce di inchiostro erano visibili già nelle prime immagini, con i ricercatori che hanno individuato la parola greca per "disgusto" ripetuta almeno due volte nel documento.
Dalla villa di lusso alla biblioteca mondiale
Il papiro proviene da una villa romana di straordinario pregio, ritenuta proprietà del suocero di Giulio Cesare, dove gli scavi settecenteschi portarono alla luce centinaia di rotoli simili, la maggior parte dei quali oggi conservati presso la Biblioteca Nazionale di Napoli. Questa residenza di lusso, sepolta sotto cenere e pomice durante la catastrofica eruzione, custodiva una delle più importanti biblioteche private dell'antichità.
L'edificio rappresentava non solo un simbolo di potere e ricchezza, ma anche un centro culturale di primaria importanza nella società romana del I secolo. La presenza di numerosi testi filosofici greci testimonia il profondo legame intellettuale tra le élite romane e la cultura ellenistica, in un periodo in cui i patrizi romani consideravano essenziale formarsi sui testi dei grandi pensatori greci.
Una sfida globale per decifrare l'indecifrabile
Il successo nell'identificazione del testo si inserisce nel contesto del Vesuvius Challenge, una competizione internazionale lanciata nel 2023 che offre premi per i progressi nella lettura dei rotoli ercolanesi attraverso scansioni tridimensionali. Lo scorso anno, un team di studenti esperti di informatica ha condiviso il premio principale di 700.000 dollari (circa 527.350 euro) per aver sviluppato un software di intelligenza artificiale che ha permesso di leggere 2.000 lettere in greco antico da un altro rotolo.
Il lavoro sul papiro di Oxford è stato portato avanti da Sean Johnson del Vesuvius Challenge e, separatamente, da Marcel Roth e Micha Nowak dell'Università di Würzburg, che hanno individuato il titolo e l'autore nella sezione più interna del rotolo, aggiudicandosi il primo premio da 60.000 dollari (circa 45.200 euro) della sfida.
Accanto alle parole "Sui Vizi" e "Filodemo", è stato identificato un numero che potrebbe essere un alfa, suggerendo che il documento rappresenti il primo volume dell'opera. Sappiamo che "Sui Vizi" comprende almeno dieci libri, ciascuno dedicato a temi specifici come l'arroganza, l'avidità, l'adulazione e la gestione domestica.
Filodemo: il filosofo riemerso dalla cenere
L'identificazione di un'opera di Filodemo non è un dettaglio secondario. Questo filosofo epicureo, attivo nel I secolo a.C., rappresenta un ponte fondamentale tra il pensiero greco e quello romano. I suoi scritti, molti dei quali conosciuti solo attraverso frammenti o citazioni indirette, hanno avuto un'influenza significativa sulla formazione intellettuale dell'élite romana.
Nato a Gadara (nell'attuale Giordania) intorno al 110 a.C., Filodemo si trasferì a Roma dopo aver studiato ad Atene, diventando un importante divulgatore della dottrina epicurea nel mondo latino. La sua opera "Sui Vizi" rappresenta un'analisi approfondita dei comportamenti umani negativi, offrendo un quadro dettagliato della filosofia morale dell'epoca e della sua applicazione pratica nella vita quotidiana.
Un futuro promettente per i papiri ercolanesi
Le prospettive per ulteriori scoperte sono entusiasmanti. Nel marzo scorso, diciotto rotoli sono stati scansionati a Diamond e altri venti verranno analizzati presso l'European Synchrotron Radiation Facility di Grenoble questa settimana. «Stiamo riscontrando tracce di inchiostro in molti dei nuovi rotoli scansionati, ma non le abbiamo ancora convertite in testo coerente», ha dichiarato il dottor Brent Seales, informatico dell'Università del Kentucky e co-fondatore del Vesuvius Challenge.
La sfida attuale, come spiega Seales, consiste nel «convertire gli enormi dati di scansione in sezioni organizzate che siano correttamente segmentate, appiattite virtualmente e migliorate, affinché le tracce di inchiostro possano essere interpretate come testo effettivo». È un processo complesso che richiede competenze interdisciplinari, ma i risultati finora ottenuti lasciano ben sperare.
McOsker evidenzia l'eccezionale velocità dei progressi: «Il ritmo sta accelerando molto rapidamente... Tutti i progressi tecnologici realizzati in questo campo risalgono agli ultimi tre-cinque anni e, per gli standard dei classicisti, questo è incredibile. Tutto ciò che stiamo ottenendo dalla biblioteca di Ercolano è completamente nuovo per noi».
Questo straordinario recupero di un'opera perduta rappresenta una finestra unica sul mondo intellettuale dell'antichità, permettendoci di ricostruire non solo il contenuto specifico di un testo filosofico, ma anche di comprendere meglio l'ambiente culturale in cui circolavano queste idee. Per gli studiosi del mondo classico, ogni nuova riga decifrata rappresenta un tesoro inestimabile, capace di modificare la nostra comprensione del pensiero antico e delle sue influenze sulla cultura occidentale.