La tecnologia ha aperto nuove possibilità per le persone con paralisi, trasformando il modo in cui interagiscono con il mondo circostante. Un esempio significativo viene da Melbourne, Australia, dove Rodney Gorham, uomo affetto da SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), può oggi controllare dispositivi domestici con il semplice pensiero grazie a un'interfaccia cervello-computer impiantata nel 2020. Questa tecnologia, sviluppata dall'azienda Synchron, rappresenta uno dei progressi più promettenti nel campo delle neurotecnologie assistive, consentendo a chi ha perso la mobilità di recuperare un'autonomia che sembrava irrimediabilmente perduta.
Un salotto australiano controllato dal pensiero
Nella sua casa inondata di luce a Melbourne, Gorham può oggi compiere azioni che per molti sono scontate: accendere la musica, regolare l'illuminazione, attivare un ventilatore, azionare un alimentatore automatico per animali e persino mettere in funzione un aspirapolvere robotico. Tutto questo grazie all'interfaccia cervello-computer (BCI) di Synchron, recentemente potenziata con la tecnologia Nvidia e integrata con Apple Vision Pro.
La SLA ha progressivamente privato Gorham dell'uso della voce e di gran parte del corpo, ma non della sua capacità di pensare. Inizialmente, dopo l'impianto del 2020, poteva digitare su computer, iPhone e iPad. Oggi, con l'ausilio del visore Apple Vision Pro, può osservare i vari dispositivi della sua casa e visualizzare un menu sovrapposto all'ambiente fisico, selezionando le azioni desiderate con il pensiero.
Quando il cervello parla ai dispositivi
Al centro di questa rivoluzione c'è la capacità di decodificare i segnali dell'attività cerebrale e tradurli in comandi per dispositivi esterni. Per migliorare velocità e precisione del processo, Synchron utilizza Nvidia Holoscan, una piattaforma di elaborazione basata su intelligenza artificiale che riduce significativamente il ritardo tra l'intenzione dell'utente e l'esecuzione del comando.
"Il sistema funziona in tempo reale, in un ambiente reale 24 ore su 24, 7 giorni su 7, facendo previsioni in contesti dove questo aspetto è fondamentale", ha spiegato Tom Oxley, CEO di Synchron, in un'intervista esclusiva a WIRED.
L'intelligenza cognitiva: il nuovo orizzonte dell'IA
La vera innovazione di Synchron va oltre la semplice interfaccia cervello-computer. In collaborazione con Nvidia, l'azienda sta sviluppando quella che Oxley definisce "intelligenza cognitiva", ovvero la combinazione di grandi quantità di dati cerebrali con sistemi di calcolo avanzati per creare BCI più intuitive. Secondo il CEO, questa rappresenta la prossima fase dello sviluppo dell'IA, dopo l'intelligenza artificiale agentica (capace di agire e prendere decisioni autonomamente) e l'IA fisica (integrata con robot e altri sistemi fisici).
"Quello che abbiamo visto fare a Rodney è solo l'inizio, ma ci sono molte più interazioni che si possono sviluppare", afferma David Niewolny, direttore senior per la sanità e la tecnologia medica presso Nvidia. Con l'intelligenza cognitiva, sostiene, la mente diventerà "l'interfaccia utente definitiva".
Un modello cerebrale condiviso
Attualmente, le interfacce cervello-computer vengono addestrate con dati provenienti da una singola persona. Il soggetto con BCI viene invitato a eseguire un compito specifico, come pensare di muovere un cursore a destra o a sinistra. Un array di elettrodi raccoglie l'attività neurale mentre la persona esegue il compito, e i ricercatori "etichettano" questi dati cerebrali, associandoli all'intenzione di movimento.
Synchron intende ora utilizzare i dati cerebrali dei suoi attuali e futuri partecipanti alle sperimentazioni per costruire un modello di fondazione cerebrale. Come spiega Maryam Shanechi, ricercatrice di BCI all'Università della California Meridionale, un tale modello potrebbe migliorare notevolmente l'accuratezza dei dispositivi di Synchron e permettere loro di eseguire una gamma più diversificata di funzioni senza dover raccogliere ore di dati di addestramento da singoli pazienti.
Un impianto meno invasivo per una diffusione più ampia
Un aspetto cruciale dell'approccio di Synchron è la minor invasività del suo dispositivo rispetto a molti concorrenti. Mentre aziende come Neuralink posizionano i loro array di elettrodi direttamente nel cervello o sulla sua superficie, il dispositivo di Synchron è un tubo a rete che viene inserito alla base del collo e fatto passare attraverso una vena per leggere l'attività della corteccia motoria.
La procedura, simile all'impianto di uno stent cardiaco in un'arteria, non richiede chirurgia cerebrale. "Il grande vantaggio è che sappiamo come inserire stent a milioni in tutto il mondo. In ogni parte del pianeta c'è talento sufficiente per farlo. Un normale laboratorio di cateterismo può eseguire questa procedura. Quindi è un intervento scalabile", spiega Vinod Khosla, fondatore di Khosla Ventures, uno degli investitori di Synchron.
Equilibrio tra autonomia e supporto intelligente
L'ambizioso obiettivo di Synchron di creare un'intelligenza cognitiva solleva però interrogativi etici significativi. Nita Farahany, professoressa di diritto e filosofia alla Duke University, evidenzia come questa tecnologia possa consentire "maggior controllo sull'ambiente", ma solleva anche preoccupazioni sul lungo termine.
Con il perfezionarsi dei modelli di IA, questi potrebbero andare oltre la semplice decodifica di comandi intenzionali, arrivando a prevedere o suggerire azioni che una persona potrebbe voler eseguire con la propria BCI. Questo scenario solleva questioni sull'autonomia dell'utente e sulla coerenza delle azioni dell'IA con i desideri individuali.
Oxley riconosce queste preoccupazioni, paragonandole a quelle già emerse con l'IA generativa, dove si sfumano i confini tra creazione umana e artificiale. "L'utente guiderà sempre l'output", assicura, pur riconoscendo la necessità di un'opzione che consenta agli esseri umani di annullare un suggerimento generato dall'IA. "Ci dovrà sempre essere un interruttore d'emergenza".