Il rapporto, redatto da ispettori di vari corpi di polizia, ha analizzato l'uso del software Briefcam da parte delle forze dell'ordine francesi. Gli investigatori hanno rilevato che il programma è stato impiegato solo in ambito giudiziario e non per scopi di polizia amministrativa in tempo reale. Su circa 600 utilizzi esaminati, è stato riscontrato un unico caso di impiego illegale del riconoscimento facciale.
Gli autori del rapporto sottolineano che l'adozione di questi strumenti risponde alla "impellente necessità di selezionare, all'interno di flussi considerevoli, solo le immagini video utili alle attività di cui le forze dell'ordine sono legalmente incaricate".
Tuttavia, il documento evidenzia una "politica insufficientemente strutturata e coordinata" nell'acquisizione di tali software da parte delle forze di sicurezza. Per questo motivo, viene raccomandato un processo formalizzato di acquisto, monitoraggio tecnologico e controllo dell'utilizzo, applicabile a tutti i dispositivi basati su nuove tecnologie utili alle forze dell'ordine.
Proposte per il futuro
Il rapporto suggerisce infine l'adozione di un "quadro legislativo innovativo e ambizioso" per la sperimentazione di queste nuove tecnologie, bilanciando le esigenze di sicurezza con la tutela dei diritti individuali. L'obiettivo è fornire alle forze dell'ordine strumenti efficaci, garantendo al contempo il rispetto della privacy dei cittadini.