Intel punta sull'Ohio per rilanciare la produzione di chip negli Stati Uniti, con un investimento da 28 miliardi di dollari per costruire nuovi stabilimenti all'avanguardia. Il progetto, sostenuto da ingenti finanziamenti federali, mira a riportare la produzione di semiconduttori sul suolo americano dopo decenni di delocalizzazione in Asia. L'iniziativa si inserisce in un contesto di crescente competizione tecnologica tra USA e Cina, con Washington decisa a ridurre la dipendenza dalle importazioni di chip, componenti ormai essenziali per l'industria e la difesa. Tuttavia, Intel deve affrontare sfide significative per tornare competitiva dopo anni di errori strategici.
Il nuovo mega-sito produttivo sorgerà a New Albany, una piccola cittadina vicino Columbus trasformata negli ultimi decenni in un business park da miliardari come Leslie Wexner. Intel promette di creare migliaia di posti di lavoro altamente qualificati, con ricadute positive per l'intera economia dell'Ohio.
Il progetto ha richiesto una complessa logistica per trasportare macchinari giganteschi attraverso lo stato, con "supercarichi" che hanno attirato l'attenzione dei residenti lungo il percorso. Ma non mancano le perplessità, soprattutto nelle aree più povere che temono di non beneficiare degli investimenti.
La scommessa di Gelsinger per rilanciare Intel
Il CEO Pat Gelsinger è tornato alla guida di Intel nel 2021 con l'obiettivo di riportare l'azienda al vertice del settore dei semiconduttori. La sua strategia prevede massicci investimenti nella produzione e un rilancio come fonderia per chip di terze parti.
Gelsinger ha spinto fortemente per ottenere sussidi federali, presentando Intel come "campione nazionale" nella competizione tecnologica con la Cina. Il CHIPS Act ha stanziato oltre 52 miliardi di dollari per l'industria dei semiconduttori, con Intel come principale beneficiaria.
Tuttavia, l'azienda deve ancora dimostrare di poter tornare competitiva dopo anni di errori che l'hanno fatta arretrare rispetto a rivali come TSMC e Samsung. Gli ultimi risultati finanziari deludenti hanno sollevato dubbi sulla strategia di Gelsinger.
Impatto economico e critiche al progetto
Intel promette di creare 3.000 posti di lavoro diretti nei nuovi stabilimenti, più 7.000 nella fase di costruzione. Le autorità dell'Ohio prevedono un effetto moltiplicatore di almeno tre volte tanto sull'occupazione indiretta.
Tuttavia, c'è il timore che i benefici si concentrino soprattutto nell'area di Columbus, già in forte crescita, senza ricadute significative sulle contee più povere. Alcuni criticano l'utilizzo di ingenti fondi pubblici per sussidiare aziende private già ricche.
Il progetto solleva anche interrogativi sulla capacità degli USA di riconquistare la leadership nella produzione di chip dopo decenni di delocalizzazione. Secondo alcuni esperti, iniziative come questa difficilmente riporteranno il paese allo status di superpotenza manifatturiera.
Le sfide per il futuro
Il successo del piano di Intel dipenderà dalla sua capacità di recuperare il gap tecnologico accumulato negli ultimi anni rispetto ai concorrenti asiatici. L'azienda punta tutto su un nuovo processo produttivo avanzato, ma ci vorranno almeno 12-18 mesi per vederne i risultati.
Nel frattempo, crescono le pressioni degli investitori per uno scorporo tra la divisione produttiva e quella di progettazione dei chip. Gelsinger resta convinto della sua strategia integrata, ma dovrà dimostrarne presto l'efficacia.
Il progetto in Ohio rappresenta una scommessa cruciale non solo per Intel, ma per l'intera politica industriale americana nel settore strategico dei semiconduttori. L'esito di questa sfida avrà profonde implicazioni economiche e geopolitiche negli anni a venire.