Mercy e Anita, dalle Africa all'AI: rivoluzione tecnologica a poco più di un dollaro l'ora

Mercy e Anita, dalle Africa all'AI: rivoluzione tecnologica a poco più di un dollaro l'ora

> I contenuti dei social media e i dati per l'addestramento dell'IA vengono elaborati in centri di outsourcing nel sud del mondo, dove lunghe ore di lavoro, salari bassi ed esposizione a materiale disturbante sono la norma.

Dietro le quinte dell'intelligenza artificiale e dei social media si nasconde un esercito di lavoratori sottopagati e sfruttati, costretti a visualizzare contenuti traumatici e ad annotare dati per ore. La loro storia emerge da un'inchiesta condotta in Kenya e Uganda.

Mercy è una moderatrice di contenuti per Meta a Nairobi. Il suo compito è esaminare centinaia di immagini e video segnalati ogni giorno, decidendo se violano le linee guida dell'azienda. Un lavoro stressante e alienante, che la costringe a visualizzare scene di violenza e morte per ore.

Un giorno, mentre esamina il video di un incidente stradale, Mercy riconosce con orrore il volto di suo nonno tra le vittime. Sconvolta, corre fuori dall'ufficio in lacrime. Ma il suo supervisore le ricorda che deve tornare alla sua postazione se vuole raggiungere gli obiettivi giornalieri. Mercy è costretta a continuare il turno, visualizzando più e più volte le immagini dell'incidente in cui è morto suo nonno.

Condizioni di lavoro disumane

La storia di Mercy non è un caso isolato. Decine di lavoratori intervistati in Kenya e Uganda raccontano condizioni simili:

  • Turni di 10 ore con pause minime
  • Obbligo di esaminare 500-1000 contenuti al giorno
  • Esposizione continua a violenza, suicidi, torture
  • Supporto psicologico inadeguato
  • Contratti precari e salari bassi
  • Pressioni per raggiungere gli obiettivi di produttività

"Fisicamente sei esausto, mentalmente sei esausto, sei come uno zombie che cammina", racconta un lavoratore nigeriano. Molti riportano gravi conseguenze psicologiche: "La maggior parte di noi è danneggiata psicologicamente, alcuni hanno tentato il suicidio".

Il lavoro invisibile dietro l'IA

Questi lavoratori sono essenziali per il funzionamento dei social media e dell'intelligenza artificiale. Senza i moderatori, le piattaforme sarebbero invase da contenuti violenti ed espliciti. Senza gli annotatori di dati, gli algoritmi di machine learning non potrebbero essere addestrati.

Ad esempio, Anita lavora in Uganda annotando video per una società di veicoli autonomi. Deve esaminare ore di filmati di guidatori, cercando segni di distrazione o sonnolenza. Un lavoro noioso e stressante, pagato circa 1,16 dollari l'ora.

Si stima che l'80% del tempo necessario per addestrare l'IA sia dedicato all'annotazione dei dati. È un mercato in forte crescita, che dovrebbe raggiungere i 17 miliardi di dollari entro il 2030.

Sfruttamento globale

Le grandi aziende tecnologiche sfruttano le disuguaglianze globali per esternalizzare questo lavoro nei paesi in via di sviluppo, dove la manodopera costa meno ed è più facilmente sfruttabile. I lavoratori, spesso prov

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