L'assenza di alcuni leader europei e la mancata partecipazione degli Stati Uniti, con il neo eletto presidente Donald Trump che minaccia di uscire dagli Accordi di Parigi, gettano ombre sulla capacità della comunità internazionale di raggiungere consensi sulle azioni da intraprendere contro il riscaldamento globale.
Nel suo intervento, la premier Giorgia Meloni ha ribadito la posizione dell'Italia, enfatizzando un approccio pragmatico e non ideologico alle politiche energetiche e climatiche. Ha sottolineato l'importanza di un mix energetico equilibrato che includa anche il gas e ha evidenziato il potenziale della ricerca sulla fusione nucleare.
Meloni ha confermato l'impegno dell'Italia nel limitare l'aumento della temperatura globale entro 1,5°C, sottolineando la necessità di una collaborazione globale, soprattutto da parte dei maggiori emettitori di gas serra come Cina e USA. Ha inoltre richiamato l'attenzione sull'importanza di un adeguato sostegno finanziario per le iniziative climatiche.
La premier ha dichiarato: "Gran parte degli oltre quattro miliardi di euro del Fondo per il Clima sono destinati al Continente africano e continueremo a sostenere iniziative come il Green Climate Fund e il Loss and Damage Fund".
Un approccio pragmatico alla transizione energetica
Meloni ha invitato a evitare approcci ideologici, sottolineando l'importanza di considerare la sostenibilità dei sistemi produttivi e sociali nel processo di decarbonizzazione. Ha affermato che "la natura va difesa con l'uomo al centro" e che "un approccio troppo ideologico e non pragmatico su questo tema rischia di portarci fuori strada verso il successo".
La presidente del Consiglio ha delineato una visione che include tutte le tecnologie disponibili, non solo le rinnovabili, ma anche gas, biocarburanti, idrogeno, cattura della CO2 e, in prospettiva, il nucleare da fusione. Ha sottolineato che quest'ultima tecnologia potrebbe produrre energia pulita, sicura e illimitata, riconoscendo al contempo che "al momento non c'è alternativa ai combustibili fossili".
Meloni ha evidenziato il ruolo di primo piano dell'Italia nella promozione di tecnologie innovative, citando gli investimenti di Eni nel progetto Commonwealth Fusion Systems, che mira a produrre energia commerciale dalla fusione nucleare entro un decennio.
L'intervento della premier italiana alla COP29 riflette una posizione che cerca di bilanciare gli impegni climatici con le esigenze di sviluppo economico e sicurezza energetica, in un contesto internazionale caratterizzato da sfide complesse e divergenze tra i vari attori globali.