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L'intelligenza artificiale scalda le Olimpiadi

L'intelligenza artificiale scalda le Olimpiadi

> Parigi: il calore dei server riscalda la piscina olimpica, ma gli ambientalisti criticano: il riciclo energetico non compensa l'impatto dell'AI sull'ambiente.

La compagnia americana Equinix ha inaugurato un nuovo data center nei sobborghi di Parigi, utilizzando il calore generato dai server per riscaldare il Centro Acquatico Olimpico. L'impianto PA10, situato nel nord-est della capitale francese, è in grado di esportare 6,6 megawatt termici di calore, equivalenti al fabbisogno di oltre 1.000 abitazioni. Questo progetto rappresenta un tentativo di mitigare l'impatto ambientale dei data center, la cui domanda energetica è destinata ad aumentare drasticamente con l'avvento dell'intelligenza artificiale. Equinix stima che il consumo energetico per rack potrebbe crescere fino al 400%. Iniziative simili si stanno diffondendo in tutta Europa, spinte anche dalla necessità di trovare alternative al gas russo dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.

Il data center PA10 è caratterizzato da un design innovativo, con corridoi senza finestre e porte anonime dietro le quali si celano i rumorosi sistemi di raffreddamento. Imane Erraji, ingegnere del sito, spiega: "PA10 è progettato appositamente per rack ad alta densità", indicando le torri di server capaci di addestrare l'IA.

Da un mese, il calore prodotto dal data center viene convogliato in un sistema energetico locale gestito dalla compagnia francese Engie. Equinix fornirà gratuitamente questa energia per 15 anni, dopo un investimento iniziale di 2 milioni di euro da parte della città di Parigi.

Benefici ambientali e critiche

Il sindaco di Seine-Saint-Denis, Mathieu Hanotin, ha sottolineato i vantaggi ambientali del progetto, affermando che l'utilizzo del data center come fonte energetica permetterà di risparmiare 1.800 tonnellate di emissioni di CO2 all'anno.

Tuttavia, alcuni esperti sollevano dubbi sull'effettivo impatto positivo di queste iniziative. Anne-Laure Ligozat, professoressa di informatica presso l'ENSIIE, sostiene: "Quando i data center sono già presenti, ovviamente è meglio riutilizzare il calore che non fare nulla. Ma il problema è il numero di data center e il loro consumo energetico."

"C'è sicuramente una correlazione con la guerra in Ucraina"

Simon Hinterholzer, ricercatore presso l'Istituto Borderstep per l'Innovazione e la Sostenibilità in Germania, evidenzia come questi progetti siano diventati più popolari negli ultimi due anni, in concomitanza con l'aumento dei prezzi dell'energia in Europa e la ricerca di alternative al gas russo.

Impatto sul raffreddamento e fonti energetiche

Il riutilizzo del calore può avere un impatto significativo sull'efficienza energetica dei data center. Shaolei Ren, professore associato specializzato in informatica sostenibile presso l'Università della California, stima che la tecnologia di raffreddamento possa contribuire fino al 50% del consumo energetico totale di un data center.

Equinix afferma che le richieste energetiche di PA10 sono coperte al 100% da fonti rinnovabili, inclusi accordi di acquisto di energia (PPA) da impianti eolici o solari. Tuttavia, Ren sottolinea: "A questo punto, non esiste un data center che funzioni interamente con energie rinnovabili. Quando le aziende tecnologiche affermano di utilizzare energie rinnovabili o di essere carbon neutral, si riferiscono a metodi di compensazione del carbonio."

Il dibattito sul futuro dei data center

Nonostante i benefici apparenti di questi progetti di riutilizzo del calore, rimane scetticismo riguardo all'industria dei data center e all'impatto che l'IA avrà su di essa. Ligozat conclude: "Per me la domanda principale è: dovremmo continuare a costruire data center? E non: dovremmo riutilizzare il calore?"

Mentre le Olimpiadi di Parigi attirano l'attenzione mondiale, il ronzio dei server del vicino data center Equinix continua incessante, simbolo di una tecnologia in rapida evoluzione e delle sfide ambientali ad essa associate.