L'IA rallenterà la crescita dei lavori in cybersecurity?

L'IA rallenterà la crescita dei lavori in cybersecurity?

> L'intelligenza artificiale non renderà superflui i lavori nella sicurezza informatica, ma chi non la utilizza potrebbe presto perdere il posto.

L'intelligenza artificiale (AI) sta emergendo come un potente alleato nella lotta contro le minacce informatiche. Mentre gli attacchi hacker, ransomware e codici malevoli continuano a proliferare, i professionisti della cybersecurity rappresentano l'ultima linea di difesa dei nostri sistemi. Ma quale sarà l'impatto dell'AI su questo settore cruciale?

Secondo le stime del Bureau of Labor Statistics, l'occupazione nel campo della cybersecurity è destinata a crescere del 32% tra il 2022 e il 2032, molto più rapidamente della media. Attualmente ci sono circa 470.000 posizioni aperte in questo ambito, con solo l'85% dei posti che viene coperto.

Nonostante le prospettive occupazionali rimangano eccellenti, è lecito chiedersi se e come l'AI trasformerà le competenze richieste e i ruoli lavorativi nei prossimi anni. Un recente sondaggio condotto da ISC2 su 1.100 professionisti della sicurezza informatica ha rivelato che l'88% si aspetta un impatto significativo dell'AI sul proprio lavoro nel prossimo futuro.

L'AI come alleato, non come minaccia

La maggior parte degli esperti di cybersecurity non percepisce l'AI come una minaccia, ma piuttosto come un'opportunità per migliorare l'efficienza del proprio lavoro. Il sondaggio di ISC2 ha evidenziato che l'82% dei professionisti ritiene che l'AI aumenterà la propria produttività, anche se il 56% prevede che alcune mansioni diventeranno obsolete.

Tra i compiti che l'AI può svolgere efficacemente ci sono:

  • Analisi dei modelli di comportamento degli utenti (81%)
  • Automazione di attività ripetitive (75%)
  • Monitoraggio del traffico di rete per individuare malware (71%)
  • Previsione di aree di debolezza nell'infrastruttura IT (62%)

Rob Hughes, Chief Information Security Officer di RSA, sottolinea che l'AI viene già applicata per valutare anomalie nell'autenticazione e nell'utilizzo dei sistemi. Secondo Hughes, "i lavori più a rischio sono quelli in cui le persone svolgono manualmente compiti in cui l'AI eccelle, come analizzare enormi quantità di log alla ricerca di anomalie".

L'AI non renderà obsoleti i lavori di cybersecurity, ma chi non la utilizzerà potrebbe essere presto fuori mercato.

Nuove competenze e ruoli emergenti

Jose Selvi, consulente di sicurezza presso NCC Group, ritiene improbabile che l'AI possa sostituire completamente specifiche competenze nel campo della cybersecurity, poiché la maggior parte dei compiti richiede ancora capacità umane non replicabili dall'intelligenza artificiale.

Tuttavia, stanno emergendo nuovi ruoli professionali come ingegneri di sicurezza AI e "red team" specializzati in AI. Inoltre, la conoscenza dell'AI diventerà una competenza sempre più richiesta, se non addirittura un requisito, per la maggior parte delle posizioni nel settore della sicurezza.

Hughes sottolinea l'importanza di prepararsi fin da ora all'ubiquità dell'AI nelle organizzazioni e sui dispositivi. Chi sarà in grado di costruire, interrogare e gestire tecnologie di AI avrà un netto vantaggio sul mercato del lavoro.

Competenze fondamentali sempre richieste

Nonostante l'avanzata dell'AI, alcune competenze tradizionali rimarranno cruciali. Selvi evidenzia l'importanza di comprendere il funzionamento interno degli strumenti automatizzati, come ad esempio lo scanning delle porte. Inoltre, le soft skill legate alla creazione di una cultura della sicurezza positiva e alla collaborazione con il business resteranno sempre preziose.

Hughes sottolinea l'importanza della sicurezza delle identità digitali come area di specializzazione chiave. Saper autenticare gli utenti, gestire i loro accessi e rimuoverli quando necessario sarà una competenza sempre più richiesta. Combinare queste capacità con conoscenze di AI permetterà di costruire un solido set di competenze per il futuro.

In conclusione, mentre l'AI sta trasformando rapidamente il panorama della cybersecurity, non si prevede una sostituzione totale dei professionisti umani. Piuttosto, emergerà una nuova generazione di esperti in grado di sfruttare al meglio le potenzialità dell'intelligenza artificiale per difendere sistemi e dati. Chi saprà adattarsi e integrare l'AI nel proprio lavoro avrà ottime prospettive in un settore in continua evoluzione e crescita.


Intelligenza Artificiale e Sicurezza Informatica: Rivoluzione o Evoluzione?

Nell'era digitale, la sicurezza informatica si trova al centro di una rapida evoluzione, spinta soprattutto dall'adozione dell'intelligenza artificiale (AI). Questa tecnologia non solo modifica le modalità di protezione dei dati, ma anche la natura del lavoro di coloro che operano nel campo della cybersecurity.

Crescita dell'impiego nell'ambito della sicurezza informatica e ruolo dell'AI

Con un incentivo progettato per far fronte agli attacchi sempre più sofisticati, il settore della cybersecurity vede una crescente domanda di professionisti qualificati. L'AI sta contribuendo a questa crescita, offrendo nuovi strumenti per il monitoraggio, l'analisi e la risposta alle minacce in tempo reale.

Trasformazione dei ruoli professionali con l'AI

La collaborazione tra umani e sistemi AI sta trasformando i ruoli all'interno del settore. Mentre alcune mansioni diventano automatizzate, emergono nuove posizioni che richiedono una comprensione approfondita sia della tecnologia che dell'AI. Questo crea opportunità per specialisti in grado di gestire, implementare e controllare le soluzioni di AI applicate alla cybersecurity.

Nuovi orizzonti e competenze richieste

  1. Analisi preventiva: L'AI permette un'analisi approfondita e proattiva dei dati per identificare possibili anomalie o vulnerabilità prima che causino danni reali.
  2. Automazione e risposta: Le attività manuali ripetitive e l'analisi dei dati vengono ottimizzate attraverso l'automazione, permettendo ai professionisti di concentrarsi su compiti più strategici.

Formazione e aggiornamento continuo

I professionisti della sicurezza informatica devono ora aggiornare costantemente le loro competenze non solo in ambito tecnico, ma anche in relazione ai principi base dell'AI. Questo perché l'intelligenza artificiale si sta rapidamente integrando nelle pratiche standard di sicurezza.

Capacità umane e soft skills

Nonostante l'aumento dell'automazione, le capacità umane rimangono indispensabili. Le soft skills come il pensiero critico, la comunicazione e la capacità di lavorare in team sono elementi che l'intelligenza artificiale non può replicare completamente. Inoltre, la capacità di interpretare i risultati forniti dall'AI e di intervenire in maniera etica e responsabile rimangono competenze chiave.

Conclusione: Integrazione, non sostituzione

L'intelligenza artificiale, quindi, non sta sostituendo i professionisti della sicurezza informatica, bensì si sta integrando nel tessuto lavorativo, ampliando le competenze richieste e offrendo nuovi strumenti per combattere le minacce informatiche. In un settore dove le sfide sono in continua evoluzione, la capacità di adattarsi e di integrare nuove tecnologie sarà decisiva per il futuro della professione.

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