Secondo una recente ricerca commissionata da Google, quasi due terzi dei posti di lavoro in Gran Bretagna potrebbero essere "potenziati" dall'intelligenza artificiale, mentre solo una piccola percentuale rischia di essere completamente eliminata.
L'attenzione, sostiene l'azienda, dovrebbe concentrarsi sul supportare i milioni di lavoratori britannici che potrebbero utilizzare l'IA per lavorare in modo più intelligente ed efficiente, piuttosto che preoccuparsi delle potenziali perdite di posti di lavoro.
Debbie Weinstein, direttrice di Google UK, ha dichiarato: "Meno del 50% delle persone sta effettivamente sfruttando questi strumenti nella propria vita lavorativa quotidiana. L'adozione di queste tecnologie è ancora molto bassa, e l'unico modo per sbloccare il potenziale dell'IA è far sì che le persone inizino ad utilizzarla, sentendosi sicure e capaci nel farlo".
I risultati della ricerca
Lo studio, condotto dal think tank Public First, ha rivelato che il 61% dei lavori britannici sarà "radicalmente" trasformato dall'IA, mentre solo il 31% rimarrà "isolato" dalla tecnologia - definito come avente meno di un quarto delle mansioni potenzialmente automatizzabili.
I settori meno influenzati dall'IA sarebbero prevalentemente quelli dell'assistenza sociale, dei trasporti, dell'alloggio e dei servizi alimentari, dove le attività fisiche complesse e variegate possono essere svolte solo da lavoratori umani.
Anche nel settore finanziario e assicurativo, il più colpito, si prevede una perdita di soli il 4% dei posti di lavoro, mentre l'83% verrebbe "potenziato".
Iniziative per l'adozione dell'IA
Alla luce di questi risultati, Google sta collaborando con il sindacato Community, la rete di piccole imprese Enterprise Nation e due multi-academy trust per studiare il modo migliore di introdurre la tecnologia IA nei luoghi di lavoro, con l'obiettivo di potenziare le capacità dei lavoratori piuttosto che sostituirli.
Weinstein ha spiegato che il processo richiederà una comprensione approfondita delle esigenze specifiche di ciascun settore e gruppo di lavoratori, con approcci diversificati che potrebbero includere email con idee su come utilizzare l'IA nella pianificazione delle lezioni, formazione in aula o coaching individuale.
Il sostegno del governo
Il governo britannico sostiene questa iniziativa. Feryal Clark MP, Ministro per l'IA, ha dichiarato: "Accelerare la diffusione dell'IA in tutta la nostra economia sarà fondamentale per stimolare la crescita, trasformare i nostri servizi pubblici e offrire nuove opportunità ai lavoratori in tutto il paese".
Potenziali benefici economici
Public First stima che l'adozione completa dell'IA nei prossimi sei anni potrebbe portare a guadagni di oltre 400 miliardi di sterline per l'economia britannica, equivalenti a un tasso di crescita annuo del 2,6% derivante dalla sola tecnologia.
Lo studio suggerisce inoltre che l'IA generativa potrebbe far risparmiare in media 100 ore all'anno al lavoratore britannico, un miglioramento della produttività che Google definisce il più significativo "dall'arrivo di Google Search".
Sfide e critiche
Nonostante i risultati positivi della ricerca, Google ha recentemente affrontato delle difficoltà con il lancio del suo strumento di generazione di immagini IA Gemini, suscitando preoccupazioni tra gli investitori riguardo ai suoi investimenti in prodotti di intelligenza artificiale.
Inoltre, l'introduzione di funzionalità AI come gli "AI Overviews" nel motore di ricerca Google ha sollevato critiche da parte degli editori, che temono una riduzione del traffico verso i propri siti web.
Tuttavia, l'azienda continua a investire pesantemente nello sviluppo e nell'implementazione di tecnologie IA, come dimostrato durante la sua recente conferenza annuale per sviluppatori.
L'intelligenza artificiale (IA) ha radici profonde nella storia dell'informatica e della filosofia. Le prime riflessioni su macchine pensanti risalgono all'antichità, ma fu solo nel XX secolo che l'IA emerse come disciplina scientifica.
Nel 1950, Alan Turing propose il famoso "Test di Turing" per valutare l'intelligenza delle macchine. Questo test, ancora oggi oggetto di dibattito, ha posto le basi per molte ricerche successive nel campo dell'IA.
La conferenza di Dartmouth del 1956 è considerata il momento di nascita ufficiale dell'IA come campo di studio. In quell'occasione, scienziati come John McCarthy, Marvin Minsky e Claude Shannon coniarono il termine "intelligenza artificiale" e delinearono gli obiettivi della disciplina.
Ogni aspetto dell'apprendimento o qualsiasi altra caratteristica dell'intelligenza può essere descritta così precisamente che una macchina può essere costruita per simularla.
Questa ambiziosa affermazione, parte della proposta per la conferenza di Dartmouth, riflette l'ottimismo iniziale nel campo dell'IA.
Negli anni '60 e '70, l'IA visse un periodo di grande entusiasmo, con progressi significativi in aree come la risoluzione di problemi e la comprensione del linguaggio naturale. Tuttavia, gli anni '80 videro un rallentamento, noto come "inverno dell'IA", dovuto alle aspettative troppo elevate e ai limiti tecnologici dell'epoca.
Una curiosità interessante riguarda il computer Deep Blue di IBM, che nel 1997 sconfisse il campione del mondo di scacchi Garry Kasparov. Questo evento segnò un punto di svolta nella percezione pubblica delle capacità dell'IA.
Nel XXI secolo, grazie all'aumento della potenza di calcolo e alla disponibilità di grandi quantità di dati, l'IA ha conosciuto una rinascita. L'apprendimento profondo e le reti neurali artificiali hanno permesso progressi straordinari in campi come la visione artificiale, l'elaborazione del linguaggio naturale e il riconoscimento vocale.
Oggi, l'IA è presente in molti aspetti della nostra vita quotidiana, dai assistenti virtuali come Siri e Alexa ai sistemi di raccomandazione di Netflix e Amazon. La sua influenza si estende a settori come la medicina, la finanza e l'industria automobilistica.
Nonostante i progressi, l'IA solleva ancora importanti questioni etiche e filosofiche. Il dibattito sulla possibilità di creare una "intelligenza artificiale generale" (AGI), capace di eguagliare o superare l'intelligenza umana in tutti i compiti, rimane aperto e controverso.
In conclusione, l'evoluzione dell'IA rappresenta una delle avventure intellettuali più affascinanti della storia umana, con implicazioni profonde per il futuro del lavoro, della società e della nostra comprensione dell'intelligenza stessa.