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L'IA indossabile che ascolta tutto, sempre

L'IA indossabile che ascolta tutto, sempre

> Nuovi dispositivi indossabili con IA ascoltano le conversazioni per organizzare la vita, normalizzando l'uso di microfoni sempre attivi incorporati.

La nuova generazione di dispositivi indossabili AI presentati al CES 2024 sta introducendo la possibilità di registrare e analizzare continuamente le conversazioni degli utenti. Aziende come Bee AI e Omi hanno sviluppato braccialetti e pendenti con microfoni sempre attivi, in grado di trascrivere e riassumere le interazioni quotidiane per fornire assistenza personale attraverso l'intelligenza artificiale. Questi dispositivi rappresentano un'evoluzione significativa rispetto agli assistenti vocali tradizionali, che richiedevano un'attivazione esplicita. I nuovi wearable AI lavorano invece in background, assorbendo passivamente informazioni dall'ambiente circostante. Ciò solleva importanti questioni sulla privacy e sulla normalizzazione di microfoni incorporati sempre in ascolto.

Il braccialetto Pioneer di Bee AI, dal costo di soli 50 dollari, registra e trascrive le conversazioni dell'utente, generando riepiloghi e liste di cose da fare personalizzate. Non memorizza l'audio ma lo elabora in tempo reale tramite modelli di linguaggio come ChatGPT. L'azienda assicura che i dati vengono trattati come "massimamente sensibili" e non condivisi con terze parti.

Il dispositivo Omi, che costa 89 dollari, può essere indossato come pendente o applicato sulla fronte. Oltre a registrare l'audio, include un elettroencefalogramma che secondo l'azienda permetterebbe di attivarlo con il pensiero. Omi offre funzionalità simili a Bee AI per la trascrizione e l'organizzazione delle attività quotidiane.

Funzionalità e potenzialità

Entrambi i dispositivi mirano a fungere da assistenti personali, analizzando le conversazioni per creare promemoria, aggiungere eventi al calendario e fornire riepiloghi della giornata. Possono anche integrare dati da altri servizi come email e contatti.
Questi wearable normalizzano l'idea di microfoni sempre attivi indossati sulla persona.

Maria de Lourdes Zollo, co-fondatrice di Bee AI, afferma che il target principale sono "le persone che parlano molto per lavoro". Il dispositivo può essere particolarmente utile per tenere traccia di impegni e informazioni emerse durante conversazioni professionali.

Nikita Shevchenko, creatore di Omi, ha ambizioni ancora maggiori: prevede di potenziare il dispositivo fino a poter "leggere il cervello" e creare cloni AI degli utenti in grado di interagire autonomamente con i follower.

Privacy e considerazioni etiche

L'adozione di questi dispositivi solleva inevitabilmente preoccupazioni sulla privacy. Sebbene le aziende assicurino che i dati vengono trattati in modo sicuro, la presenza di microfoni sempre attivi pone nuove sfide.

A differenza degli assistenti vocali tradizionali, questi wearable non richiedono una parola d'attivazione esplicita. Ciò li pone in una zona grigia dal punto di vista legale in alcuni stati americani riguardo le leggi sulla registrazione audio.

Inoltre, non è chiaro come queste tecnologie possano influenzare le dinamiche sociali e la spontaneità delle interazioni umane, sapendo che ogni conversazione potrebbe essere registrata e analizzata.

Alternative meno invasive

Non tutti i nuovi dispositivi AI adottano l'approccio "sempre attivo". Gli auricolari HumanPods di Natura Umana, ad esempio, richiedono un doppio tocco per attivare il microfono e l'assistente AI.

Questi auricolari offrono diverse "personalità" AI specializzate, come Athena per fitness e salute o Hector come "terapista virtuale". L'azienda prevede di creare un marketplace dove sviluppatori terzi potranno pubblicare nuove personalità AI.

Prospettive future

Nonostante le sfide, questi dispositivi stanno aprendo la strada a una nuova era di assistenti personali basati sull'AI. La loro effettiva utilità e adozione dipenderanno dalla capacità di bilanciare funzionalità e privacy.

Come afferma Julian Chokkattu, senior editor di WIRED: "Più spesso che no, i wearable come questi promettono troppo e non mantengono, e questi dispositivi AI sempre in ascolto potrebbero non rivelarsi utili come intendono i loro fondatori. Tuttavia, questi pionieri dell'industria wearable ci stanno spingendo verso un'era in cui gadget sempre in ascolto su polsi e teste potrebbero diventare più utili."

Resta da vedere se le preoccupazioni sulla privacy saranno sufficienti a rallentare questa tendenza o se i microfoni sempre attivi diventeranno rapidamente la nuova normalità nel campo dei dispositivi indossabili.