In un caso emblematico dello scorso anno, un avvocato di Sydney ha ammesso di aver utilizzato ChatGPT per preparare un riassunto di casi in un ricorso sull'immigrazione, senza verificare l'accuratezza delle informazioni generate. Il risultato è stato l'inclusione di 17 casi inesistenti nelle sue argomentazioni, portando a una profonda imbarazzo quando la controparte lo ha fatto notare alla Corte Federale.
L'episodio ha spinto il tribunale a segnalare il caso al Commissario per i servizi legali del New South Wales, sottolineando la necessità di "stroncare sul nascere" l'uso improprio dell'AI da parte degli avvocati. Simili episodi si sono verificati anche in altri stati australiani, come a Melbourne dove un avvocato ha generato false citazioni di casi in una causa di diritto di famiglia.
Diffusione e rischi dell'AI nel settore legale
Sebbene l'entità dell'utilizzo dell'AI nel settore legale non sia ancora completamente nota, un sondaggio condotto da Thomson Reuters su 869 professionisti legali australiani ha rivelato che il 40% lavora in studi che stanno sperimentando l'uso dell'AI, seppur con cautela. Il 9% degli avvocati utilizza già attivamente l'AI nelle operazioni quotidiane.Christian Beck, CEO di Leap, un software legale con componenti di AI, afferma: "Gli avvocati di tutto il mondo stanno iniziando ad adottare la tecnologia AI. In Leap incoraggiamo l'uso corretto ed etico dei nostri prodotti AI integrati, e abbiamo implementato una serie di misure di mitigazione, educazione e sviluppo professionale".
Tuttavia, gli esperti avvertono che l'uso dell'AI senza un'adeguata comprensione dei suoi limiti può portare a gravi errori. La professoressa Jeannie Paterson dell'Università di Melbourne sottolinea: "Questo è un problema di alfabetizzazione sull'AI tanto quanto un problema di avvocati negligenti. È necessario formare le persone su dove è utile, perché una volta che si inizia a usarla in modo consapevole, ci si rende conto che in realtà non è adatta a questi tipi di compiti".
Interventi delle autorità
Le autorità giudiziarie australiane stanno iniziando a prendere provvedimenti per regolamentare l'uso dell'AI nel settore legale. La Corte Suprema del New South Wales ha recentemente emesso una nota pratica che limita l'uso dell'AI generativa da parte degli avvocati, vietandone l'impiego per generare affidavit, dichiarazioni di testimoni, referenze personali o altro materiale probatorio.Un portavoce del Victorian Legal Services Board ha dichiarato: "È importante che gli avvocati ricordino che è loro dovere fornire informazioni legali accurate, non il dovere di un programma AI. A differenza di un avvocato professionalmente formato, l'AI non può esercitare un giudizio superiore o fornire servizi etici e confidenziali".
Mentre l'AI continua a evolversi e a diffondersi nel settore legale, diventa sempre più cruciale che gli avvocati sviluppino una solida comprensione dei suoi limiti e potenziali rischi. Solo attraverso un uso consapevole e responsabile di queste tecnologie sarà possibile sfruttarne i benefici senza compromettere l'integrità e l'affidabilità del sistema giuridico.