Un esempio emblematico è il chatbot Xue Xi, sviluppato dall'Università Tsinghua e addestrato sul "Pensiero di Xi Jinping" per indottrinare gli utenti con l'ideologia del Partito Comunista. A differenza dei modelli occidentali progettati per dialoghi aperti, Xue Xi mira esplicitamente al controllo ideologico.
I sistemi di sorveglianza basati sull'IA, come il riconoscimento facciale dispiegato nello Xinjiang, permettono al governo di mantenere uno stretto controllo sulla popolazione musulmana uigura della regione. Queste tecnologie non sono rivoluzionarie, ma vengono perfezionate per servire gli sforzi del Partito Comunista nel mantenere l'ordine sociale e prevenire il dissenso.
L'IA come strumento di controllo economico
La strategia cinese sull'IA è strettamente legata alle ambizioni economiche del Paese. Di fronte al rallentamento della crescita, il Partito Comunista vede la tecnologia come lo strumento essenziale per rilanciare l'economia. Questo è particolarmente evidente in settori come la manifattura e la logistica, dove l'IA viene utilizzata per aumentare l'efficienza e mantenere il vantaggio competitivo della Cina nelle catene di approvvigionamento globali.Il sistema di credito sociale cinese, che valuta i cittadini in base al loro comportamento civico e finanziario, rappresenta un'altra iniziativa strategica in cui l'IA gioca un ruolo sempre più cruciale. Progettato per monitorare e influenzare il comportamento dei cittadini su larga scala, il sistema utilizza l'IA per analizzare enormi quantità di dati in tempo reale, dalle transazioni finanziarie alle interazioni online.
Esportazione strategica di tecnologie IA
Sul piano internazionale, la Cina sta esportando le sue tecnologie di IA per espandere la propria influenza, in particolare nei paesi in via di sviluppo. Attraverso l'Iniziativa Belt and Road, giganti tecnologici come Huawei e ZTE stanno fornendo sistemi di sorveglianza basati sull'IA a governi in Africa, Sud-est asiatico e America Latina.Ad esempio, in Zimbabwe, aziende cinesi hanno aiutato a implementare un sistema di riconoscimento facciale a livello nazionale, ufficialmente per combattere il crimine. Tuttavia, gli attivisti politici temono che questa tecnologia venga utilizzata per monitorare oppositori e dissidenti, rispecchiando il suo utilizzo in Cina.
L'IA per il vantaggio militare strategico
Le ambizioni militari della Cina sono strettamente legate alla sua strategia sull'IA. L'Esercito Popolare di Liberazione sta investendo pesantemente in sistemi autonomi basati sull'IA, inclusi droni e piattaforme robotiche. Queste tecnologie non sono necessariamente le più avanzate al mondo, ma la Cina le sta adattando per soddisfare le sue esigenze strategiche specifiche.Un esempio concreto è lo sviluppo di sistemi IA per supportare le operazioni navali nel Mar Cinese Meridionale, una regione di significativa tensione geopolitica. La Cina sta dispiegando sottomarini autonomi e droni di sorveglianza per monitorare e potenzialmente disturbare le attività militari straniere nell'area.
In conclusione, l'approccio della Cina all'IA si configura come una strategia calcolata di adattamento e applicazione, piuttosto che di pura innovazione. Padroneggiando l'uso delle tecnologie esistenti e allineandole agli obiettivi statali, la Cina non solo sta rafforzando il suo controllo interno, ma sta anche ridisegnando le dinamiche di potere globali.Che si tratti di indottrinamento ideologico, controllo economico, esportazioni strategiche o avanzamenti militari, il playbook cinese sull'IA dimostra che nel campo della tecnologia, il modo in cui gli strumenti vengono utilizzati può essere altrettanto trasformativo quanto gli strumenti stessi.