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L'AI clona la voce di Parkinson: famiglia ingannata

L'AI clona la voce di Parkinson: famiglia ingannata

> L'erede della celebre conduttrice svela: un'intelligenza artificiale intervisterà le nuove star al posto della madre, continuandone l'eredità televisiva.

L'intelligenza artificiale riporta in vita la voce di Sir Michael Parkinson per una nuova serie di podcast di interviste a celebrità. Il progetto "Virtually Parkinson", realizzato con il sostegno della famiglia del famoso conduttore televisivo britannico scomparso l'anno scorso, utilizzerà una replica vocale esatta di Parkinson per intervistare ospiti di una nuova generazione.

Questa iniziativa segna un punto di svolta nell'uso dell'AI per ricreare personalità del passato in modo interattivo. Il podcast, prodotto da Deep Fusion Films, sarà il primo ad essere interamente condotto da un presentatore AI. La voce di Parkinson è stata ricreata utilizzando i dati estratti dal suo vasto archivio di centinaia di interviste a VIP realizzate nel corso della sua carriera.

Mike Parkinson, figlio di Sir Michael, ha commentato: "Stiamo puntando su una nuova generazione di ospiti talentuosi, ma questo non significa che non tornerà anche a intervistare persone che ha già incontrato in passato". Ha aggiunto che intraprendere questo progetto innovativo "ci fa sentire un po' come deve essersi sentito lui nel 1971 quando iniziò il suo show".

Una replica vocale perfetta

Secondo i creatori, la voce AI di Parkinson non è un'approssimazione, ma una riproduzione esatta del suo modo di porre le domande, compreso il ritmo. Mike Parkinson ha sottolineato: "È esattamente come poneva le sue domande - persino il ritmo è lo stesso. La gente rimane stupita quando lo sente".

La voce AI è stata creata da Ben Field e Jamie Anderson, co-fondatori di Deep Fusion. A differenza delle imitazioni caricaturali fatte dagli impressionisti, questa replica mira a catturare l'essenza autentica dello stile di Parkinson.

"Non istruiamo mai l'AI su cosa dire"

Field ha spiegato: "Non istruiamo mai l'AI su cosa dire. Le abbiamo solo chiesto di dire 'ciao' dopo aver inserito tutto ciò che sappiamo su Michael Parkinson per riportarlo in vita nel modo più autentico possibile".

Struttura e contenuti del podcast

Ogni episodio del podcast inizierà con Parkinson AI che chiarirà di essere generato artificialmente. Verso la fine, l'intervistato verrà interrogato su come si è sentito ad essere intervistato da un'entità digitale.

Il progetto mira a intervistare celebrità di alto profilo, permettendo a Parkinson di "incontrare" talenti che non ha potuto intervistare in vita. Mike Parkinson ha ricordato: "Mio padre ed io fantasticavamo spesso sulle persone che non era riuscito a intervistare; grandi nomi del passato".

Implicazioni etiche e tecnologiche

Il progetto solleva questioni etiche sull'uso dell'AI per ricreare personalità defunte. Field e Anderson sottolineano l'importanza di lavorare solo con l'accordo degli eredi e il coinvolgimento dei parenti. "Sir Michael ha definito un nuovo stile di intervista, quindi è davvero appropriato. Ma mentre la tecnologia evolve, tutto ciò che possiamo fare è mettere in atto protezioni", ha affermato Field.

L'iniziativa mira anche a creare nuovi posti di lavoro e a introdurre il lavoro di Parkinson a un nuovo pubblico. Per la famiglia, rappresenta un modo per onorare l'eredità del conduttore e potenzialmente permettergli di avere una "rivincita postuma" su ospiti problematici del passato.

Mentre il dibattito sull'uso etico dell'AI per ricreare personalità defunte continua, "Virtually Parkinson" si propone come un esperimento pioneristico che potrebbe aprire nuove strade nel mondo dell'intrattenimento e dei media digitali.