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La corsa all'AI contro la Cina: rischi nascosti

La corsa all'AI contro la Cina: rischi nascosti

> La corsa USA-Cina sull'IA: rischi e opportunità mancate. Gli esperti avvertono sui pericoli della competizione e i vantaggi della collaborazione ignorati.

L'amministrazione Biden ha introdotto nuove restrizioni sulle esportazioni di tecnologie legate all'intelligenza artificiale, con l'obiettivo di controllarne lo sviluppo a livello globale e impedire che le AI più avanzate finiscano nelle mani della Cina. Questa mossa si inserisce in una serie di misure adottate sia da Trump che da Biden per limitare i progressi cinesi nel campo dell'IA. Le nuove regole mirano a controllare l'accesso della Cina a cluster di calcolo ad alte prestazioni e ai pesi dei modelli più avanzati di IA. Tuttavia, secondo gli esperti, l'effettiva applicazione di queste restrizioni potrebbe risultare complessa e creare incertezze per le aziende tecnologiche occidentali che operano a livello internazionale.

Paul Triolo, partner di DGA Group e membro del Council on Foreign Relations, spiega che le precedenti sanzioni hanno rallentato lo sviluppo dell'IA in Cina, ma hanno anche spinto il governo cinese a investire massicciamente per raggiungere l'autosufficienza tecnologica. Le aziende cinesi hanno imparato a sfruttare al meglio l'hardware legacy e a integrare gradualmente alternative domestiche.

La retorica della "corsa all'IA" tra USA e Cina

Negli ultimi tempi, diversi esponenti della Silicon Valley hanno iniziato a parlare della necessità di "battere la Cina" nello sviluppo dell'IA. Questa narrativa, secondo Triolo, è alimentata da una combinazione di venture capitalist conservatori e aziende tecnologiche il cui modello di business dipende dall'enfatizzare la minaccia cinese.

"C'è un legame crescente tra venture capitalist conservatori, per lo più situati nella Silicon Valley, e aziende tecnologiche i cui modelli di business dipendono dall'esagerare la minaccia cinese", afferma Triolo. "Questa è una combinazione preoccupante che confonde la minaccia cinese, il guadagno personale e la resistenza alla regolamentazione dell'IA avanzata".

La competizione USA-Cina sull'IA viene dipinta come un gioco a somma zero, il che è particolarmente pericoloso.
Anche figure di spicco del settore, come Sam Altman di OpenAI e Dario Amodei di Anthropic, hanno espresso posizioni in linea con questa visione della competizione USA-Cina come un gioco a somma zero. Tuttavia, non tutti condividono questa prospettiva. Elon Musk, ad esempio, ha invocato una maggiore cooperazione internazionale e una governance responsabile dell'IA.

I rischi di una competizione senza freni

Alvin Graylin, imprenditore ed ex dirigente di HTC in Cina, mette in guardia dai rischi di una competizione sfrenata tra USA e Cina nel campo dell'IA:

"Questo tipo di inquadramento suggerisce che qualsiasi collaborazione tra Stati Uniti e Cina, anche in aree come la medicina e lo sviluppo energetico, dovrebbe essere evitata in nome della 'dominanza' degli Stati Uniti e dei loro alleati nello sviluppo dell'IA. In realtà è impossibile per entrambi i paesi mantenere un vantaggio sostenibile sull'altro e 'vincere' questa corsa".

Graylin sottolinea come la ricerca collaborativa sia stata fondamentale per i progressi dell'IA negli ultimi decenni, con quasi la metà dei migliori ricercatori di IA a livello globale nati o formati in Cina. Interrompere questo ciclo virtuoso potrebbe rivelarsi rischioso e controproducente.

Un altro rischio significativo è che la Cina si ritiri dagli sforzi multilaterali per sviluppare un quadro di governance dell'IA, rendendo impossibile avere un accordo globale funzionante per la sicurezza dell'IA.

Il divario tecnologico si sta riducendo

Nonostante le restrizioni imposte dagli USA, il divario tecnologico tra i due paesi nel campo dell'IA sembra ridursi. Graylin evidenzia come alcuni modelli generativi cinesi per video e foto siano ormai paragonabili alle migliori offerte statunitensi. Inoltre, il recente rilascio dei modelli DeepSeek, sorprendentemente competitivi, dimostra che le aziende cinesi stanno facendo rapidi progressi nonostante le sanzioni.

"La tecnologia di controllo che il governo degli Stati Uniti sta imponendo alla Cina sta in realtà costringendo gli sviluppatori cinesi a diventare più creativi ed efficienti con le risorse rispetto ai loro omologhi occidentali", afferma Graylin.

Verso una collaborazione costruttiva

Gli esperti concordano sulla necessità di ricalibrare l'approccio allo sviluppo dell'IA, allontanandosi dalla visione di questa tecnologia principalmente come un asset militare. Triolo suggerisce:

"Gli Stati Uniti e la Cina devono stabilire un dialogo robusto per lo sviluppo di standard comuni di governance dell'IA e sostenere la creazione di una coalizione globale per la sicurezza dell'IA. Entrambe le nazioni dovrebbero anche concordare standard condivisi per l'uso responsabile dell'IA e collaborare su strumenti che possano monitorare e contrastare gli abusi a livello globale".

Gli esperti sottolineano l'importanza di incentivare collaborazioni accademiche e industriali transfrontaliere. Un impegno globale simile al CERN per l'IA potrebbe portare molti più benefici al mondo rispetto a un "Progetto Manhattan per l'IA", che molti stanno promuovendo a Washington.

La scelta, concludono gli esperti, è netta ma semplice: proseguire su un percorso di confronto che porterà quasi certamente a danni reciproci, o virare verso la collaborazione, che offre il potenziale per un futuro prospero e stabile per tutti.