Nel panorama tecnologico-farmaceutico europeo, una stella londinese brilla con particolare intensità. Isomorphic Labs, germogliata dal fertile terreno di DeepMind, ha appena compiuto un passo gigantesco nel suo percorso di crescita, assicurandosi un finanziamento di 600 milioni di euro che potrebbe rivoluzionare il modo in cui scopriamo e sviluppiamo i farmaci del futuro. La startup, che sfrutta l'intelligenza artificiale per accelerare la scoperta di nuove molecole terapeutiche, attira l'attenzione non solo per le cifre impressionanti, ma per il potenziale di trasformazione che porta con sé nel campo della medicina moderna.
Un tesoro per rivoluzionare la medicina
Il significativo round di finanziamento, il primo aperto a investitori esterni dalla nascita dell'azienda nel 2021, è stato orchestrato principalmente da Thrive Capital. Al finanziamento hanno partecipato anche GV (precedentemente nota come Google Ventures) e la stessa Alphabet, il colosso tecnologico che controlla Google e che già ospitava DeepMind nel suo portafoglio di aziende innovative. Questa iniezione di capitale rappresenta una scommessa importante sulle potenzialità dell'intelligenza artificiale applicata alla farmacologia.
Demis Hassabis, figura di spicco nel panorama dell'AI globale, guida contemporaneamente sia DeepMind che Isomorphic Labs, portando con sé l'esperienza maturata con lo sviluppo di AlphaFold, il sistema di intelligenza artificiale che ha rivoluzionato la previsione delle strutture proteiche tridimensionali. Proprio questa tecnologia costituisce la spina dorsale dell'approccio innovativo dell'azienda.
Collaborazioni miliardarie con i giganti farmaceutici
La credibilità di Isomorphic Labs nel settore è già stata certificata da due accordi di grande rilievo siglati all'inizio del 2024. Eli Lilly e Novartis, due colossi dell'industria farmaceutica mondiale, hanno stretto partnership strategiche con la startup londinese per un valore potenziale che sfiora i 3 miliardi di dollari. Questi accordi non includono eventuali royalties che deriverebbero dalla commercializzazione dei farmaci sviluppati attraverso queste collaborazioni.
Nonostante le perdite operative di 60 milioni di sterline registrate nel 2023, l'azienda sta investendo massicciamente in ricerca e sviluppo, con una spesa che ha raggiunto i 49 milioni di sterline. Particolarmente significativo è stato l'aumento dei costi del personale, triplicati fino a 20 milioni di sterline, segno della rapida espansione del team di ricercatori e sviluppatori.
Dall'algoritmo al farmaco: un percorso ambizioso
L'intelligenza artificiale di Isomorphic Labs si differenzia dagli approcci tradizionali alla scoperta farmaceutica, che spesso richiedono decenni di tentativi ed errori. AlphaFold ha già dimostrato come l'AI possa prevedere con precisione impressionante la struttura delle proteine, un elemento fondamentale per comprendere il funzionamento delle malattie a livello molecolare e per progettare farmaci mirati.
Secondo quanto dichiarato da Hassabis, i nuovi fondi serviranno a potenziare quello che lui stesso definisce "il motore di progettazione di farmaci di nuova generazione basato sull'AI". Ma l'ambizione va oltre lo sviluppo tecnologico: l'azienda intende portare avanti i propri programmi interni fino allo sviluppo clinico, entrando così direttamente nel processo di creazione di nuovi farmaci.
La visione: sconfiggere ogni malattia
La dichiarazione d'intenti di Isomorphic Labs è tanto audace quanto affascinante: "risolvere tutte le malattie con l'aiuto dell'AI". Nel contesto italiano, dove l'innovazione biotecnologica sta cercando di guadagnare terreno ma spesso si scontra con limitazioni di finanziamenti e infrastrutture, l'esempio di questa realtà britannica potrebbe rappresentare un modello a cui guardare per il futuro della ricerca farmaceutica.
L'approccio di Hassabis combina la conoscenza profonda della biologia computazionale con le più avanzate tecniche di machine learning, creando un ponte tra due mondi che fino a poco tempo fa procedevano su binari paralleli. Se le promesse verranno mantenute, potremmo assistere a un'accelerazione senza precedenti nello sviluppo di terapie per malattie finora considerate intrattabili.
Nel panorama italiano della ricerca farmaceutica, dove eccellenze come l'Istituto Mario Negri o il San Raffaele hanno già iniziato a esplorare le potenzialità dell'AI, l'esempio di Isomorphic Labs potrebbe catalizzare nuove collaborazioni tra centri di ricerca e industria tecnologica, aprendo nuove frontiere nella lotta contro le malattie che affliggono la popolazione mondiale.