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Intelligenza artificiale traduce Shakespeare in LIS

Intelligenza artificiale traduce Shakespeare in LIS

> Un innovativo studio sviluppa un'app di traduzione automatica della lingua dei segni tramite co-creazione. Il team usa una performance teatrale vista dall'IA come metodologia.

Un team di ricercatori ha sviluppato un innovativo approccio di co-creazione per progettare un'app di traduzione automatica della lingua dei segni, coinvolgendo direttamente le comunità sorde. Lo studio, pubblicato sul Journal of Science Communication, ha utilizzato una performance teatrale in lingua dei segni combinata con strumenti di intelligenza artificiale come metodologia di engagement.

La ricerca mira a superare le criticità dei precedenti progetti di traduzione automatica della lingua dei segni, spesso sviluppati senza il coinvolgimento degli utenti finali. "Storicamente, le persone sorde sono state escluse dallo sviluppo di tecnologie di traduzione automatica", spiega Shaun O'Boyle, ricercatore presso la Dublin City University. Questo ha portato a resistenze da parte delle comunità sorde e allo sviluppo di tecnologie inutilizzate.

Il team ha invertito l'approccio standard, partendo dalla domanda: "Se dovessimo introdurre un'AI ai testi di Shakespeare in lingua dei segni irlandese, quali estratti sceglieremmo per primi?". Questo ha permesso di coinvolgere il pubblico e raccogliere opinioni sulla tecnologia in modo innovativo.

Una performance teatrale per esplorare l'interazione tra lingua dei segni e AI

L'evento "All the World's a Screen", tenutosi durante la Science Week di Dublino, ha visto due attori sordi eseguire testi di Shakespeare tradotti in lingua dei segni irlandese. Il pubblico, composto da persone sorde e udenti, ha potuto accedere a strumenti di analisi in tempo reale dei movimenti degli attori, riconoscimento degli oggetti e trascrizione dell'interpretazione parlata.

Abbiamo combinato performance e discussione con il pubblico

"Per le persone sorde era molto importante avere una performance e un coinvolgimento scientifico nella loro lingua piuttosto che in inglese", sottolinea O'Boyle. "Questo ha cambiato le dinamiche e ha dato alle persone l'opportunità di immaginare il futuro di queste tecnologie".

Il feedback raccolto ha informato direttamente lo sviluppo dell'app prototipo, influenzando i casi d'uso, la comunicazione e vari aspetti tecnologici. "Il lato etico è altrettanto importante", aggiunge Davy Van Landuyt, Project Manager presso l'European Union of the Deaf.

L'importanza del coinvolgimento autentico delle comunità sorde

Van Landuyt evidenzia come spesso i ricercatori udenti pensino di saperne di più delle comunità sorde, portando allo sviluppo di tecnologie poi rifiutate dagli utenti finali perché inutili nella pratica. "Includere semplicemente le persone sorde in un progetto non è una soluzione strutturale. Non significa che stiano guidando la ricerca", afferma.

Il coinvolgimento autentico nella co-creazione e nella comunicazione scientifica con le comunità sorde può mitigare questi problemi. "Non possiamo fermare l'evoluzione di queste tecnologie, quindi dobbiamo capire come affrontarle. È essenziale che le persone sorde possano decidere per se stesse", conclude Van Landuyt, riassumendo l'approccio con lo slogan: "Niente su di noi senza di noi".

Questo studio innovativo dimostra come il coinvolgimento diretto delle comunità di riferimento possa portare allo sviluppo di tecnologie più utili ed etiche, rispettando le esigenze e la cultura delle persone sorde.