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Il filtro Ghibli di ChatGPT diventa un caso politico

Il filtro Ghibli di ChatGPT diventa un caso politico

> Altri insulti alla vita stessa.

Le immagini create dall'intelligenza artificiale stanno ridefinendo il panorama comunicativo contemporaneo, con sfumature che attraversano l'intero spettro dell'espressione umana - dal tenero al disturbante. La settimana scorsa, mentre molti si divertivano con il nuovo generatore di immagini di OpenAI che trasforma foto in stile Studio Ghibli, la Casa Bianca ha sorpreso tutti utilizzando proprio questa estetica per un messaggio politico controverso, sollevando interrogativi sul rapporto tra tecnologia, etica e potere.

Quando l'estetica Ghibli incontra la propaganda politica

L'account ufficiale della Casa Bianca su X ha pubblicato un'immagine che ha scosso il dibattito pubblico: accanto alla foto di una detenuta in lacrime, presentata come una trafficante di fentanyl e immigrata irregolare, è apparsa un'illustrazione che ritraeva un agente nell'atto di ammanettarla. L'immagine, non attribuita ufficialmente ad alcuno strumento di AI, mostrava però tutti i tratti distintivi dello stile Ghibli reso popolare da ChatGPT negli ultimi giorni.

Questo uso delle immagini generate dall'intelligenza artificiale per amplificare un messaggio politico sull'immigrazione rappresenta una svolta significativa. Non è solo una questione di gusto: è l'incontro tra l'estetica apparentemente innocua del mondo anime e un messaggio politico che celebra l'umiliazione pubblica di persone in stato di detenzione.

L'ideologia della dominazione nell'era digitale

L'episodio evidenzia un fenomeno più ampio che caratterizza la nostra epoca: sia la tecnologia che la politica contemporanea sembrano sempre più unite da un'ideologia della dominazione. Da un lato l'amministrazione Trump, con il suo approccio che tratta la compassione come debolezza, dall'altro le aziende tecnologiche che impongono le loro innovazioni senza considerare le conseguenze etiche.

Sam Altman, CEO di OpenAI, ha attivamente promosso le immagini in stile Ghibli come funzionalità esclusiva dei piani a pagamento di ChatGPT. Al contempo, Trump mantiene legami evidenti con l'industria dell'AI, dal suo "First Buddy" Elon Musk (fondatore di xAI) fino al progetto Stargate di OpenAI, annunciato dallo stesso Trump in una conferenza stampa con Altman.

La tecnologia e la politica attuale condividono la convinzione che forza e autorità vadano esercitate imponendo la propria volontà sugli altri.

Solo otto anni fa, una grande azienda tecnologica avrebbe probabilmente preso le distanze da un uso così controverso dei propri strumenti. Oggi, tra la svolta a destra della Silicon Valley e la pressione politica, risulta commercialmente rischioso criticare un presidente noto per la sua tendenza alla vendetta.

L'ironia dello stile Ghibli al servizio del potere

C'è qualcosa di profondamente ironico nell'utilizzo dell'estetica Ghibli per questo scopo. Hayao Miyazaki, il cui nome è sinonimo dello studio di animazione, è uno degli artisti più notoriamente contrari all'intelligenza artificiale nel mondo. È famosa la sua dichiarazione che definisce l'animazione AI "un insulto alla vita stessa".

Utilizzare specificamente lo stile Ghibli per pubblicità, come spiega Brian Merchant, autore di "Blood in the Machine", è una chiara dimostrazione di potere: comunica agli artisti le cui creazioni alimentano ChatGPT che "prenderemo ciò che vogliamo e lo diremo a tutti. Ti interessa dare il consenso? Non ci importa".

Alternative possibili e responsabilità condivise

OpenAI avrebbe potuto costruire il proprio prodotto trattando gli artisti come partner, non come obsoleti produttori di dati di addestramento. Anche se Miyazaki non avrebbe mai accettato l'imitazione automatizzata del suo stile, l'azienda avrebbe potuto collaborare con altri animatori, promuovendo artisti meno conosciuti nel processo.

Invece, la scelta è stata di appropriarsi di uno stile iconico senza considerare il consenso dei creatori originali. Questo approccio riflette la convinzione che le persone che non sono "Grandi Uomini" non valgano la pena di essere consultate o rispettate, ma semplicemente sopraffatte.

Mentre innumerevoli persone usano ChatGPT per creare immagini affettuose dei propri cari, c'è qualcosa di profondamente triste nel vedere OpenAI permettere silenziosamente alla Casa Bianca di trasformare questo fenomeno in uno strumento per intimidire i più vulnerabili. I ricercatori di OpenAI ritengono davvero che questo faccia avanzare la causa dell'"AI for good"?

Mentre ogni azienda della Silicon Valley si affretta a promuovere i propri sistemi di AI, la domanda fondamentale rimane: dove tracceranno i loro limiti etici? E noi, come società, quali compromessi siamo disposti ad accettare nel nome dell'innovazione tecnologica?