Un nuovo studio rivela che sia il pubblico che i giornalisti sono preoccupati per l'uso dell'intelligenza artificiale generativa (AI) nelle redazioni. La ricerca, condotta in Australia, Stati Uniti, Regno Unito, Norvegia, Svizzera, Germania e Francia, evidenzia una potenziale mancanza di trasparenza da parte delle testate giornalistiche nell'impiego di queste tecnologie.
L'indagine triennale sottolinea come l'uso disattento dell'AI nella produzione e nell'editing di notizie possa amplificare le disuguaglianze esistenti. L'AI può essere applicata in ogni fase del giornalismo, dalla selezione delle immagini alla stesura di titoli, ma i risultati mostrano che il pubblico si sente più a suo agio con l'uso dell'AI per compiti dietro le quinte, come la trascrizione di interviste o la generazione di idee, piuttosto che per la creazione e la modifica diretta dei contenuti.
Le Opportunità e le Insidie dell'AI Generativa
L'AI generativa offre indubbi vantaggi, ma presenta anche dei rischi. Ad esempio, un software potrebbe identificare erroneamente persone o oggetti nelle immagini, portando a didascalie errate. Allo stesso modo, la manipolazione di immagini, anche con semplici modifiche come schiarire o scurire, può sollevare polemiche, soprattutto in contesti politici.
L'AI può anche inventare fatti o generare immagini e video completamente falsi, o modificare il contesto di contenuti esistenti. La ricerca ha rilevato che i partecipanti si sentono più a loro agio con l'uso dell'AI per attività che hanno già sperimentato, come sfocare parti di un'immagine o generare descrizioni automatiche di immagini per persone con disabilità visive.
L'Impatto sul Pubblico e la Fiducia nei Media
La ricerca ha anche evidenziato che il pubblico ha incontrato l'AI nel giornalismo principalmente attraverso notizie su contenuti generati dall'AI diventati virali o attraverso avvisi che segnalano l'uso dell'AI nella scrittura, nell'editing o nella traduzione di articoli. In generale, i partecipanti si sentono più a loro agio con l'uso dell'AI per il brainstorming o per arricchire i media già creati, ma sono meno favorevoli all'idea di avatar AI che presentano le notizie.
Trasparenza e Responsabilità: Il Ruolo del Pubblico
Lo studio invita il pubblico a essere proattivo nel comprendere come le testate giornalistiche utilizzano l'AI. Se non si trovano informazioni chiare sull'uso dell'AI, si consiglia di chiedere alle testate di sviluppare e pubblicare una politica in merito. Infine, si suggerisce di sostenere quelle testate che utilizzano l'AI per supportare, piuttosto che sostituire, il lavoro umano.
"Considerare il pregresso livello di affidabilità del giornalista o del media in questione, e cosa dice l'evidenza, prima di prendere decisioni", concludono gli autori dello studio.
L'intelligenza artificiale generativa (AI) sta rapidamente trasformando il panorama di diversi settori, e il giornalismo non fa eccezione. Un recente rapporto ha evidenziato come sia il pubblico che i giornalisti nutrano preoccupazioni sull'uso di strumenti di AI generativa, come chatbot e generatori di immagini e video, nelle redazioni.
La storia del giornalismo è costellata di innovazioni tecnologiche che hanno sempre suscitato reazioni contrastanti. Dalla nascita della stampa a caratteri mobili di Gutenberg nel XV secolo, che permise una diffusione delle notizie senza precedenti, all'avvento della radio e della televisione nel XX secolo, ogni nuova tecnologia ha portato con sé nuove opportunità e nuove sfide. L'AI generativa rappresenta l'ultima di queste trasformazioni, con il potenziale di automatizzare compiti, personalizzare i contenuti e creare nuove forme di narrazione.
Il rapporto indica che solo una minoranza del pubblico è consapevole di aver incontrato AI generativa nel giornalismo, suggerendo una possibile mancanza di trasparenza da parte delle testate. Questa opacità potrebbe minare la fiducia tra i media e il loro pubblico, un aspetto cruciale in un'epoca in cui la disinformazione è una sfida sempre più pressante. È fondamentale che le organizzazioni giornalistiche adottino politiche chiare sull'uso dell'AI, comunicandole apertamente al pubblico per mantenere un rapporto di fiducia.
Un esempio di come l'AI può essere utilizzata nel giornalismo è la trascrizione automatica di interviste, che può risparmiare tempo e risorse preziose. Tuttavia, l'AI può anche essere utilizzata per selezionare e modificare immagini, un processo che solleva interrogativi sulla possibilità di errori o distorsioni. La capacità dell'AI di generare immagini fotorealistiche che rappresentano eventi mai accaduti è particolarmente preoccupante, poiché può minare la credibilità del giornalismo e diffondere notizie false.
Come scrisse Philip Meyer nel suo influente libro "The Vanishing Newspaper: Saving Journalism in the Information Age":
Il giornalismo di qualità è essenziale per una società democratica, e la tecnologia può essere uno strumento potente per migliorare la qualità e la rilevanza delle notizie.
Tuttavia, Meyer avvertì anche dei pericoli di affidarsi troppo alla tecnologia a scapito dei valori fondamentali del giornalismo, come l'accuratezza, l'imparzialità e la responsabilità.
La ricerca ha rilevato che il pubblico si sente più a suo agio con l'uso dell'AI per compiti "dietro le quinte", come la trascrizione di interviste o la generazione di idee per la copertura di un evento. C'è meno consenso, invece, sull'uso dell'AI per l'editing e la creazione di contenuti, soprattutto quando i rischi percepiti sono più elevati. Ad esempio, la creazione di avatar AI per presentare le notizie suscita forti riserve nel pubblico.
È interessante notare che il pubblico tende ad essere più aperto all'uso dell'AI per compiti che già svolge autonomamente, come l'uso di strumenti di sfocatura nelle videochiamate o la creazione di descrizioni automatiche di immagini nei software di elaborazione testi. Questo suggerisce che l'esperienza personale con l'AI può influenzare la percezione del suo utilizzo nel giornalismo.
Un aspetto positivo è che il pubblico sembra apprezzare la capacità dei giornalisti di segnalare contenuti generati dall'AI che diventano virali, come nel caso dell'immagine falsa dei principi William e Harry al matrimonio di re Carlo. Questo dimostra che il giornalismo può svolgere un ruolo importante nel smascherare la disinformazione e nel promuovere la consapevolezza sull'AI.
In definitiva, il futuro del giornalismo nell'era dell'AI dipenderà dalla capacità dei professionisti dell'informazione di utilizzare la tecnologia in modo responsabile e trasparente, mantenendo sempre al centro i valori fondamentali della professione. Come pubblico, è importante essere consapevoli di come l'AI viene utilizzata nel giornalismo e sostenere le testate che adottano un approccio etico e trasparente. La chiave è trovare un equilibrio tra l'innovazione tecnologica e la salvaguardia dell'integrità e della credibilità del giornalismo. Solo così potremo garantire che l'AI sia uno strumento per migliorare, e non per compromettere, la qualità dell'informazione che riceviamo.