Queste proposte farebbero di fatto sottoporre Google a una stringente regolamentazione per 10 anni, sotto la supervisione dello stesso tribunale che ha stabilito l'esistenza di un monopolio illegale dell'azienda nella ricerca online e nella relativa pubblicità. Google controlla attualmente circa il 90% del mercato delle ricerche online.
"Il comportamento illegale di Google ha privato i rivali non solo di canali di distribuzione cruciali, ma anche di partner che avrebbero potuto consentire l'ingresso di concorrenti in questi mercati in modi nuovi e innovativi," ha dichiarato il Dipartimento di Giustizia nel documento presentato al tribunale.
Tra le richieste più significative figurano:
- Il divieto per Google di rientrare nel mercato dei browser per cinque anni
- La vendita del sistema operativo mobile Android se altre misure non riusciranno a ripristinare la concorrenza
- Il divieto di acquisire o investire in rivali nel settore della ricerca, prodotti di intelligenza artificiale basati su query o tecnologie pubblicitarie
- La cessazione degli accordi esclusivi con Apple e altri produttori di dispositivi per impostare Google come motore di ricerca predefinito
Google ha definito queste proposte "radicali", sostenendo che danneggerebbero i consumatori e le aziende statunitensi, oltre a minare la competitività del paese nel campo dell'intelligenza artificiale. L'azienda ha annunciato che presenterà appello contro la decisione.
Prossimi passi e possibili sviluppi
Google avrà l'opportunità di presentare le proprie proposte a dicembre. Il giudice distrettuale Amit Mehta ha fissato un processo sulle proposte per aprile, anche se il presidente eletto e il prossimo capo dell'antitrust del Dipartimento di Giustizia potrebbero intervenire e modificare il corso del caso.
Queste misure, se approvate, rappresenterebbero un cambiamento epocale nel panorama tecnologico e potrebbero ridisegnare significativamente il mercato della ricerca online e dei browser web. Resta da vedere come Google risponderà a queste proposte e quale sarà l'esito finale di questo storico caso antitrust.