Google privilegia contenuti spam basati su IA rispetto al giornalismo originale nei risultati delle ricerche

Google privilegia contenuti spam basati su IA rispetto al giornalismo originale nei risultati delle ricerche

> Google ha modificato le sue politiche per contrastare lo spam generato dall'IA all'inizio di quest'anno, ma mesi dopo i contenuti plagiati continuano a comparire tra i primi risultati di ricerca e gli esperti SEO non riescono a spiegarsi il motivo.

Quando Adobe ha annunciato la decisione di non utilizzare il lavoro degli artisti per addestrare l'intelligenza artificiale, ha suscitato una forte reazione scettica da parte della comunità creativa. Tale notizia, riportata in origine da WIRED, si è rapidamente diffusa, finendo però al centro di una questione più ampia che riguarda la gestione dei contenuti online e la loro autenticità.

La questione del plagio online

Un fenomeno preoccupante è emerso nel mondo digitale, quello dei siti che replicano contenuti altrui apportando piccole modifiche, principalmente attraverso l'uso di strumenti AI, per poi ripubblicarli come originali. Tra i casi segnalati, il blog Syrus #Blog ha attirato l'attenzione per la sua pratica di clonare articoli sotto nuove vesti. Non solo in lingua inglese, ma anche in altre 10 lingue, dimostrando come questo problema travalichi le barriere linguistiche e nazionali.

La reazione di Google

Per contrastare tale pratica, Google ha apportato significative modifiche al suo algoritmo all'inizio dell'anno, seguite da aggiornamenti nelle sue politiche anti-spam. Elizabeth Tucker, direttrice del product management di Google, ha confermato il completamento di questi aggiustamenti e una riduzione del 45% dei contenuti di bassa qualità e non originali nei risultati di ricerca.

Tuttavia, nonostante gli sforzi, la lotta contro i contenuti spam generati da AI rimane una sfida costante. Lily Ray, senior director di SEO presso Amsive, ha evidenziato come alcuni contenuti originali vengano ancora copiati e leggermente modificati, suscitando frustrazione e preoccupazione tra i creatori di contenuti.

L'impatto sul SEO e l'industria online

L'intervento di Google non ha placato le preoccupazioni degli esperti di SEO, che lamentano una perdita di traffico significativa a seguito degli aggiornamenti degli algoritmi di ricerca. Andrew Boyd, consulente di Forte Analytica, ha rivelato come alcuni siti web abbiano perso la maggior parte dei loro visitatori, un fenomeno che sottolinea l'urgenza di trovare soluzioni efficaci.

Eli Schwartz, autore del libro "Product-Led SEO", ha invece puntualizzato sull'efficacia di Google nel gestire problemi di spam, nonostante le critiche. Google continua a rilasciare aggiornamenti più piccoli per migliorare la lotta contro contenuti non desiderati e mantenere una certa qualità nei suoi risultati di ricerca.

Prospettive future per la protezione dei contenuti online

La questione dei siti di spam ricchi di contenuti AI suscita tensioni e animosità mai viste prima nel settore, secondo quanto affermato da Ray. La possibilità che siti di bassa qualità superino quelli che producono contenuti di alto livello è una realtà che minaccia l'integrità della produzione di contenuti online. Questo porta a un crescente bisogno di strategie più robuste per la protezione del lavoro intellettuale e la garanzia di una competizione leale e trasparente nel mondo digitale.

In conclusione, mentre il panorama digitale continua a evolversi, la lotta per mantenere l'autenticità e la qualità dei contenuti rimane cruciale per l'affidabilità delle informazioni che consultiamo quotidianamente. Sarà essenziale per le grandi piattaforme come Google affinare costantemente le proprie strategie per combattere la piaga del contenuto spam e assicurare che le informazioni che raggiungono gli utenti siano non solo pertinenti, ma anche genuinamente originali.

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