L'iniziativa mira a proteggere un'industria culturale sempre più rilevante per l'economia nipponica. Nel 2022, i settori dei videogiochi, anime e manga hanno generato entrate dall'estero per 4,7 trilioni di yen (30 miliardi di dollari), una cifra vicina alle esportazioni di microchip che hanno raggiunto i 5,7 trilioni di yen.
Secondo un gruppo di editori giapponesi, esistono almeno 1.000 siti web che offrono gratuitamente e illegalmente download di contenuti giapponesi, principalmente manga. Keiko Momii, funzionario dell'agenzia culturale, ha dichiarato: "I titolari dei diritti d'autore spendono una quantità significativa di risorse umane cercando di rilevare manualmente i contenuti piratati online".
Il sistema proposto utilizzerà l'IA per analizzare il web alla ricerca di siti che piratano libri manga e cartoni anime, sfruttando un sistema di rilevamento di immagini e testo. Il progetto si ispira a un'iniziativa simile in Corea del Sud e, se avrà successo, potrebbe essere esteso anche ad altri contenuti condivisi illegalmente come film e musica.
La strategia "Cool Japan" per la crescita economica
Il Giappone, patria di epopee a fumetti e cartoni animati come "Dragon Ball" e di franchise di giochi da "Super Mario" a "Final Fantasy", considera le industrie creative come un motore di crescita alla pari dell'acciaio e dei semiconduttori. Nella sua strategia "Cool Japan" rivista a giugno, il governo ha dichiarato l'obiettivo di aumentare le esportazioni di questi beni culturali a 20 trilioni di yen (130 miliardi di dollari) entro il 2033.
Gli editori giapponesi affermano che circa il 70% dei siti di pirateria che offrono contenuti giapponesi operano in lingue straniere, tra cui inglese, cinese e vietnamita. Questa diffusione internazionale rende ancora più cruciale l'adozione di strumenti tecnologici avanzati per contrastare efficacemente il fenomeno su scala globale.