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Fed taglia i tassi d'interesse americani

Fed taglia i tassi d'interesse americani

> La Federal Reserve taglia i tassi di interesse per la prima volta dal 2024 e annuncia ulteriori riduzioni in arrivo per sostenere l'economia americana.

Il mondo della finanza statunitense ha assistito mercoledì a una decisione che molti attendevano da mesi: la Federal Reserve ha tagliato i tassi di interesse per la prima volta da dicembre scorso, riducendo di 0,25 punti percentuali il tasso di riferimento che ora si attesta tra il 4% e il 4,25%. Tuttavia, dietro questa mossa apparentemente routinaria si nasconde una preoccupazione crescente per le condizioni del mercato del lavoro americano, che mostra segni di rallentamento dopo anni di solidità. La banca centrale ha così dato il via a quello che molti economisti prevedono essere l'inizio di una serie di riduzioni nei prossimi mesi.

Mercato del lavoro sotto pressione

Il presidente della Fed Jerome Powell ha chiarito durante la conferenza stampa che la decisione riflette rischi al ribasso per l'occupazione, un cambiamento significativo rispetto alla valutazione di luglio quando il mercato del lavoro veniva definito "solido". I dati recenti dipingono infatti un quadro preoccupante: agosto e luglio hanno registrato aumenti occupazionali modesti, mentre giugno ha visto addirittura una perdita di posti di lavoro, la prima dal 2020. Il tasso di disoccupazione, pur rimanendo relativamente basso al 4,3%, rappresenta ora il focus principale delle preoccupazioni della banca centrale.

"Quando il mercato del lavoro cambia direzione, lo fa molto rapidamente", spiega Sarah House, economista senior di Wells Fargo. L'istituto si aspetta ulteriori tagli per 0,75 punti percentuali entro fine anno, riflettendo la necessità di non frenare un'economia che già mostra segni di rallentamento occupazionale.

Pressioni politiche senza precedenti

La decisione arriva dopo mesi di attacchi pubblici da parte del presidente Donald Trump, che ha definito Powell "un vero idiota" sui social media, accusandolo di mantenere i tassi troppo alti per troppo tempo. Trump non si è limitato alle critiche verbali: ha rapidamente installato Stephen Miran nel comitato della Fed, sfruttando una vacanza temporanea, proprio in tempo per la riunione di questa settimana. Miran, attualmente in congedo dal ruolo di leader del Comitato dei consiglieri economici di Trump, è stato l'unico membro a votare per un taglio più aggressivo di 0,5 punti percentuali.

"Non esistono percorsi privi di rischi in questo momento"

L'amministrazione Trump ha anche minacciato Powell di licenziamento e indagini, oltre a essere coinvolta in una battaglia legale per tentare di rimuovere l'economista Lisa Cook dal consiglio direttivo. Per molti osservatori, queste mosse rappresentano un assalto senza precedenti all'indipendenza della Federal Reserve, pilastro fondamentale del sistema finanziario americano.

Il dilemma dell'inflazione

La decisione di tagliare i tassi si scontra con dati inflazionistici ancora problematici. I prezzi sono cresciuti del 2,9% nei 12 mesi fino ad agosto, il ritmo più veloce da gennaio e ancora sopra l'obiettivo del 2% della Fed. Questo ha creato divisioni all'interno del comitato: mentre 11 membri hanno sostenuto il taglio di mercoledì, le previsioni future mostrano un quadro frammentato. Sette membri non vedono la necessità di ulteriori riduzioni quest'anno, mentre uno ritiene che i tassi dovrebbero scendere sotto il 3%.

Powell ha ammesso le difficoltà di navigazione in questo scenario: "Non è un'economia in cattive condizioni - abbiamo visto tempi molto più difficili. Ma dal punto di vista politico, è complesso sapere cosa fare". La cautela della Fed riflette il timore che le politiche economiche di Trump, inclusi tagli fiscali, tariffe e deportazioni di massa di lavoratori migranti, possano far riaccendere le pressioni inflazionistiche.

Mercati in attesa

Nonostante le pressioni presidenziali, gli analisti concordano sul fatto che la decisione della Fed sarebbe arrivata comunque, guidata dai fondamentali economici piuttosto che dalle richieste politiche. Art Hogan, stratega capo di mercato di B. Riley Wealth, osserva che "le pressioni del presidente per abbassare i tassi non hanno avuto alcun impatto". La mossa di mercoledì difficilmente soddisferà Trump, che ha chiesto tassi bassi come l'1% e tagli "più grandi di quanto avesse in mente".

L'allineamento con altre banche centrali globali era atteso da tempo: Regno Unito, Europa e Canada hanno già risposto con tassi più bassi, mentre l'inflazione che aveva devastato l'economia post-pandemica e spinto la Fed ad alzare i tassi nel 2022 si è significativamente ridotta. La svolta di politica monetaria segna l'inizio di una nuova fase per l'economia statunitense, dove il focus si sposta dalla lotta all'inflazione al sostegno dell'occupazione.