Un presunto caso di millantato credito ha scosso il mondo del giornalismo britannico, sollevando interrogativi sulla verifica delle fonti nell'era dell'intelligenza artificiale. Numerose testate di primo piano hanno dovuto rimuovere articoli o citazioni attribuite a Barbara Santini, sedicente psicologa formata a Oxford, dopo che sono emersi seri dubbi sulla sua reale esistenza. La vicenda, che ha coinvolto organi di stampa prestigiosi come BBC, Telegraph e Daily Mail, ha messo in luce le vulnerabilità del sistema mediatico contemporaneo, dove la pressione per produrre contenuti rapidamente può portare a trascurare controlli fondamentali sull'identità degli esperti citati.
Una presenza fantasma nel giornalismo britannico
La figura di Barbara Santini era diventata onnipresente nel panorama mediatico britannico degli ultimi anni. Il suo nome appariva in articoli di testate prestigiose come Vogue, Cosmopolitan, Telegraph e persino BBC, dispensando pareri su temi disparati: dagli effetti psicologici della pandemia all'importanza della vitamina D, fino ai benefici cognitivi del gioco delle freccette. Una presenza autorevole e versatile che si è rivelata, con ogni probabilità, completamente fittizia.
Le prime avvisaglie sono arrivate da Press Gazette, che ha iniziato a indagare dopo aver notato alcune incongruenze. Tentativi ripetuti di contattare la presunta esperta hanno portato solamente a un laconico messaggio: "Grazie per il vostro interesse in questa questione", senza alcuna verifica delle credenziali richieste o disponibilità per un incontro.
L'industria dei collegamenti facili tra esperti e giornalisti
Alla base di questo caso si trovano le piattaforme che promettono di facilitare il lavoro giornalistico mettendo in contatto reporter ed esperti di settore. Servizi come ResponseSource e Qwoted sono diventati strumenti quotidiani per i professionisti dell'informazione, soprattutto quando devono produrre articoli con scadenze serrate.
ResponseSource ha avviato un'indagine interna e ha sospeso l'agenzia PR che gestiva il profilo di Santini, pianificando l'introduzione di un sistema di valutazione tra pari che permetta ai giornalisti di esprimere un giudizio sugli esperti citati. Qwoted, d'altra parte, ha confermato di aver rimosso rapidamente il profilo dopo aver riscontrato "immediati segnali d'allarme relativi alle credenziali e alla provenienza degli accessi".
La dubbia identità professionale di Barbara Santini
L'unica presenza online verificabile della Santini era come "consulente per relazioni e sessualità" presso Peaches and Screams, un negozio online di articoli erotici. Qui si presentava come "psicologa e consulente sessuale - Università di Oxford". Molti articoli che la citavano includevano opportunamente un link al negozio, suggerendo possibili motivazioni commerciali dietro la creazione di questa identità.
La British Psychological Society (BPS) ha confermato che Santini non risulta tra i suoi membri registrati. La presunta esperta non possedeva profili sui principali social media e contava solo due follower sulla piattaforma di blogging Medium - elementi che avrebbero dovuto destare sospetti nei giornalisti che l'hanno citata.
La corsa alle rettifiche
La reazione degli organi di stampa coinvolti è stata rapida ma tardiva. Reach, proprietario di testate come Daily Mirror, Daily Express e Daily Star, ha rimosso numerosi articoli contenenti citazioni di Santini. Tra questi, un pezzo del Daily Star sui benefici cognitivi del gioco delle freccette e un articolo del Daily Mirror sugli effetti psicologici della pandemia.
Anche BBC ha eliminato le citazioni di Santini da un articolo sull'intelligenza artificiale pubblicato su BBC Future, spiegando che "in quanto commentatrice ampiamente utilizzata, le citazioni di Barbara Santini erano state usate in buona fede". The Independent ha rimosso diversi articoli dove Santini commentava temi come le differenze tra abuso e BDSM o l'importanza della vitamina D, mentre Yahoo ha aggiunto una significativa nota di chiarimento: "Una versione precedente di questo articolo includeva informazioni da una fonte la cui competenza potrebbe non essere valida".
Un campanello d'allarme nell'era dell'IA
Charlie Beckett, responsabile del progetto sul giornalismo e l'intelligenza artificiale presso la London School of Economics, ha commentato il caso definendolo "un campanello d'allarme per tutti noi". Secondo Beckett, il problema non risiede tanto nell'IA stessa, quanto nelle pressioni crescenti sui giornalisti per produrre contenuti sempre più rapidamente, a scapito della verifica approfondita delle fonti.
Roman Raczka, presidente della British Psychological Society, ha colto l'occasione per sottolineare l'importanza di affidarsi a organizzazioni professionali riconosciute: "Collaborare con un organismo professionale come la BPS offre a tutti i giornalisti la certezza di parlare con una persona reale".
Il caso Santini rappresenta una lezione fondamentale per le redazioni di tutto il mondo: nell'era digitale, dove creare identità fittizie è sempre più semplice grazie agli strumenti di intelligenza artificiale, la verifica delle fonti deve tornare al centro del processo giornalistico, anche a costo di rallentare la produzione di contenuti. La credibilità dell'informazione ne dipende.