L'analisi di Draghi si concentra sulle sfide finanziarie che l'UE deve affrontare per realizzare i suoi obiettivi. Gli investimenti richiesti sono stimati in 750-800 miliardi di euro all'anno, con i governi dell'UE che dovrebbero spendere oltre 1.000 miliardi di euro nei prossimi sette anni. Questo significherebbe aumentare gli investimenti al 27% del PIL dell'UE, rispetto all'attuale 22%.
Draghi elogia l'approccio del governo britannico, che ha deciso di "alzare significativamente gli investimenti pubblici per i prossimi cinque anni" e ha adottato "regole precise per far sì che il debito sia usato solo per finanziare questi investimenti". Inoltre, sottolinea l'importanza di garantire la qualità della spesa attraverso la convalida delle transazioni da parte di autorità indipendenti.
Per raggiungere questi obiettivi, Draghi suggerisce che i governi europei sfruttino appieno le nuove regole fiscali dell'UE. Queste regole "consentono ai Paesi di prolungare il consolidamento fiscale fino a sette anni per realizzare investimenti e riforme", potenzialmente sbloccando fino a 700 miliardi di euro. Inoltre, una volta terminata la fase di consolidamento, i Paesi potranno mantenere i disavanzi strutturali all'1,5% del PIL, creando ulteriore spazio fiscale per gli investimenti.
Garantire la qualità degli investimenti
Draghi sottolinea l'importanza di stabilire regole precise per garantire che l'indebitamento sia utilizzato esclusivamente per finanziare investimenti mirati. Propone inoltre un meccanismo di garanzia della qualità della spesa, che prevede la convalida da parte di autorità indipendenti.
L'ex presidente della BCE evidenzia anche la necessità di un programma coordinato di riforme e di un uso più efficiente dei tassi di risparmio privato. Questo richiede l'integrazione dei mercati dei capitali e il completamento del mercato unico europeo. Draghi afferma: "Senza di esso, le imprese innovative in settori in rapida crescita come i servizi digitali non saranno in grado di scalare e attrarre capitali. Di conseguenza, gli investimenti resteranno bloccati nelle vecchie tecnologie".
In conclusione, Draghi avverte che senza queste misure "è difficile capire come l'Europa potrà realizzare le sue ambizioni". Il suo intervento sottolinea l'urgenza di adottare strategie finanziarie innovative e coordinate per permettere all'UE di raggiungere i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile e competitività globale.