C:\AIBAY\MENU> _
[X]
┌──────────────┐ └──────────────┘

Scoppia incendio in un Data center di X: problemi per Musk

Scoppia incendio in un Data center di X: problemi per Musk

> Un locale con batterie ha alimentato l'incendio in un edificio affittato dalla X di Musk vicino a Portland, secondo i vigili del fuoco.

Il silenzio dei server interrotto da fiamme e fumo. Nella mattinata di giovedì, un incendio ha colpito uno dei due principali centri dati rimasti nella rete di X, la piattaforma social di Elon Musk. L'episodio, avvenuto nel complesso Hillsboro Technology Park nell'Oregon, ha richiesto un intervento prolungato delle squadre di emergenza, sollevando interrogativi sulla resilienza dell'infrastruttura tecnologica dell'azienda. Le batterie, componente critico per garantire la continuità operativa in caso di blackout, sono state identificate come origine del rogo in una sala invasa dal fumo.

Da Twitter a X: una rete sempre più fragile

Prima dell'acquisizione da parte di Musk, Twitter poteva contare su una robusta infrastruttura distribuita su tre data center strategicamente posizionati a Sacramento, Portland e Atlanta. Questa configurazione garantiva ridondanza e sicurezza: in caso di malfunzionamento di un centro, il traffico veniva automaticamente reindirizzato verso gli altri due, assicurando continuità di servizio agli utenti di tutto il mondo.

La svolta è arrivata nel dicembre 2022, quando nella vigilia di Natale la nuova gestione ha deciso di chiudere l'impianto di Sacramento per ridurre i costi operativi. Una mossa che ha provocato immediatamente un significativo disservizio sulla piattaforma. Nei sei mesi successivi, secondo documenti interni, l'azienda ha trasferito oltre 2.573 rack di server dalla struttura californiana agli impianti rimasti operativi a Portland e Atlanta.

Questo ridimensionamento dell'infrastruttura ha reso la rete di X molto più vulnerabile a incidenti come quello verificatosi in Oregon, dove l'azienda affitta spazi all'interno di un complesso gestito da Digital Realty, uno dei maggiori sviluppatori mondiali di data center.

Le batterie, fondamentali per garantire continuità operativa, possono trasformarsi in pericolose fonti d'incendio.

Batterie al litio: energia vitale ma rischiosa

I sistemi di batterie rappresentano un elemento cruciale nell'architettura di un data center moderno. Fungono da backup energetico immediato in caso di interruzioni della rete elettrica, garantendo che server e apparecchiature di rete continuino a funzionare senza interruzioni. Tuttavia, soprattutto nella loro variante agli ioni di litio, possono diventare estremamente pericolose.

Come sottolineato da Piseth Pich, portavoce dei Vigili del Fuoco di Hillsboro, l'intervento è iniziato alle 10:21 del mattino quando le squadre hanno trovato una sala invasa dal fumo dove erano installate le batterie coinvolte nell'incendio. Pur non essendosi propagato ad altre aree dell'edificio, l'incidente ha richiesto un'operazione prolungata, con i pompieri ancora presenti sul posto alle 15:00 dello stesso giorno.

È significativo che Pich abbia dichiarato di non ricordare precedenti incendi legati a batterie nei numerosi altri data center della regione dell'Oregon, evidenziando la natura eccezionale dell'evento. Gli esperti del settore sanno che una manutenzione inadeguata e misure di sicurezza insufficienti hanno contribuito in passato a devastanti incendi in centri dati di tutto il mondo.

Espansione controversa tra efficienza e impatto ambientale

Mentre X affronta questo incidente nel suo data center dell'Oregon, l'azienda madre xAI è sotto i riflettori per l'espansione della capacità energetica nella nuova struttura di Memphis, inaugurata lo scorso anno. Questo impianto, battezzato da Musk con il nome ambizioso di "Colossus", è stato costruito a ritmi serrati per addestrare Grok e altri strumenti di intelligenza artificiale dell'azienda.

La controversia nasce dall'installazione di oltre 30 turbine alimentate a metano che, essendo classificate come temporanee, non richiedono un permesso federale per il controllo dell'inquinamento. Una scelta che appare sfruttare una scappatoia nel Clean Air Act e che ha attirato critiche diffuse dalle comunità afroamericane e ispaniche circostanti, già esposte a elevati livelli di inquinamento atmosferico ed emissioni industriali provenienti da altri impianti della zona.

Ryan Young, vicepresidente delle operazioni per le Americhe di Digital Realty, ha confermato in una dichiarazione serale che "l'incidente legato all'incendio nella nostra struttura PDX11" era stato contenuto e che i vigili del fuoco avevano lasciato il sito. "Tutto il personale è stato evacuato in sicurezza, senza feriti segnalati," ha precisato Young. "Continuiamo a monitorare la situazione, dando priorità alla sicurezza del nostro personale, all'integrità della struttura e alla minimizzazione dell'impatto sui clienti." Il rappresentante ha però declinato di commentare specificamente sui clienti della struttura, tra cui X.

Al momento della pubblicazione, X non ha risposto alle richieste di commento e non è stato possibile determinare se le operazioni dei server nel data center siano state compromesse dall'incidente. Considerata la ridotta ridondanza dell'infrastruttura attuale rispetto al passato, eventuali malfunzionamenti in uno dei due centri dati rimasti potrebbero avere ripercussioni significative sul servizio globale della piattaforma.