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Cluely raccoglie 15 milioni per aiutare a barare

Cluely raccoglie 15 milioni per aiutare a barare

> La startup Cluely, specializzata in sistemi di assistenza per utenti, ha ottenuto un finanziamento di 15 milioni di dollari per espandere la sua piattaforma.

Il mondo delle startup tecnologiche ha appena assistito a un fenomeno che mette in discussione i confetti tradizionali dell'etica imprenditoriale. Due giovani di appena ventun anni sono riusciti a trasformare la loro espulsione dall'università in un business multimilionario, raccogliendo complessivamente oltre 20 milioni di dollari per sviluppare strumenti di intelligenza artificiale progettati esplicitamente per aiutare le persone a barare in situazioni professionali e accademiche. La loro storia rappresenta un caso emblematico di come la tecnologia possa essere utilizzata per aggirare sistemi consolidati, sollevando interrogativi profondi sui limiti etici dell'innovazione digitale.

Dal campus universitario ai milioni di dollari

Roy Lee e Neel Shanmugam, i fondatori di Cluely, hanno trasformato quello che molti considererebbero un fallimento accademico in un successo imprenditoriale straordinario. I due ex studenti della Columbia University sono stati sospesi per aver sviluppato "Interview Coder", un sistema di intelligenza artificiale non rilevabile che assiste gli ingegneri durante i colloqui tecnici. Invece di considerare l'espulsione come una battuta d'arresto, hanno deciso di capitalizzare sulla notorietà acquisita per lanciare una startup dedicata proprio a questo tipo di strumenti.

La velocità con cui sono riusciti ad attrarre investimenti è impressionante: all'inizio del 2025 hanno raccolto 5,6 milioni di dollari, seguiti da un secondo round di 15 milioni guidato da Andreessen Horowitz che ha portato la valutazione dell'azienda a circa 120 milioni di dollari. Questi numeri testimoniano come il mercato degli investitori abbia identificato un potenziale commerciale significativo in quello che potrebbe essere definito come "l'industrializzazione dell'inganno digitale".

Un assistente virtuale per ogni situazione

La piattaforma sviluppata da Cluely va ben oltre il semplice supporto nei colloqui di lavoro. Il servizio si propone di assistere gli utenti in una varietà di contesti: dagli esami accademici alle chiamate commerciali, fino agli appuntamenti romantici. La versatilità dell'applicazione dimostra come l'intelligenza artificiale possa essere adattata per fornire risposte in tempo reale e suggerimenti contestuali in praticamente qualsiasi situazione sociale o professionale.

L'ironia è diventata la loro strategia di marketing più efficace

Un esempio particolarmente significativo del loro approccio è emerso in un video promozionale di aprile, dove Roy Lee si presenta a un appuntamento galante supportato dall'assistente AI. Durante l'incontro, il sistema gli fornisce informazioni false sulla sua età e conoscenze artistiche inventate, permettendogli di mantenere una conversazione apparentemente sofisticata basata completamente su bugie generate artificialmente. Questo episodio illustra perfettamente come la tecnologia possa essere utilizzata per manipolare le interazioni umane più intime.

La strategia del marketing provocatorio

Dopo l'espulsione dalla Columbia, i due fondatori hanno adottato una strategia di comunicazione basata su sarcasmo e ironia, presentando apertamente i loro strumenti come mezzi per ingannare. Questa scelta comunicativa, apparentemente controintuitiva, si è rivelata estremamente efficace nel generare attenzione mediatica e interesse da parte degli investitori. La loro presenza sui social media è caratterizzata da contenuti provocatori che non nascondono la natura controversa del loro business.

Il successo di Cluely solleva questioni fondamentali sulla direzione che sta prendendo l'innovazione tecnologica. Mentre tradizionalmente le startup vengono celebrate per la loro capacità di risolvere problemi e migliorare la vita delle persone, questo caso rappresenta un'evoluzione verso la commercializzazione dell'inganno come servizio. La reazione positiva del mercato degli investimenti suggerisce che esista una domanda significativa per questo tipo di soluzioni, riflettendo forse una crescente pressione competitiva in ambiti professionali e accademici che spinge le persone a cercare vantaggi attraverso mezzi non convenzionali.