Quando le tensioni si allentano, l'innovazione fiorisce. È questa la dinamica che sta caratterizzando il panorama tecnologico cinese negli ultimi mesi, con un disgelo nei rapporti tra il governo di Pechino e i colossi del settore privato. Una stretta di mano tra il presidente Xi Jinping e l'imprenditore Jack Ma, fondatore di Alibaba temporaneamente caduto in disgrazia dopo le sue critiche ai regolatori nel 2020, ha innescato un'ondata di ottimismo sui mercati. Ma dietro questo apparente riavvicinamento si nascondono strategie più ampie che intrecciano necessità economiche nazionali, ambizioni tecnologiche e nuove sfide geopolitiche.
L'intelligenza artificiale come motore della nuova strategia cinese
Nel panorama di instabilità economica che la Cina sta affrontando, con una crisi immobiliare persistente e consumi stagnanti, l'intelligenza artificiale emerge come potenziale salvagente. Gli analisti di ANZ Research sottolineano come "l'IA possa aiutare la Cina a superare stagnazione e deflazione", oltre a offrire soluzioni per la futura carenza di manodopera causata dal declino demografico del paese.
Un segnale forte è arrivato a fine gennaio con il rilascio di un chatbot IA estremamente sofisticato da parte della startup DeepSeek di Hangzhou. Il sistema ha dimostrato prestazioni paragonabili ai rivali statunitensi, apparentemente a una frazione del costo, conquistando rapidamente l'attenzione delle autorità cinesi. Non è un caso che il fondatore di DeepSeek fosse presente al simposio di alto livello dove Xi ha incontrato Ma.
La corsa all'intelligenza artificiale si sta intensificando, con Tencent che ha recentemente lanciato il suo modello Hunyuan Turbo S, vantando risposte istantanee rispetto a DeepSeek che "necessita di pensare prima di rispondere". Le amministrazioni locali in tutto il paese hanno iniziato a pubblicare direttive per promuovere l'uso di strumenti IA come DeepSeek nell'amministrazione pubblica.
Un disgelo strategico, non incondizionato
Il riavvicinamento di Pechino al settore tecnologico ha radici profonde nelle attuali sfide economiche e geopolitiche. Dal 2020, quando una serie di regolamenti restrittivi avevano fatto crollare le valutazioni dei giganti tecnologici cinesi, il clima è gradualmente cambiato. Ma gli esperti invitano alla cautela nell'interpretare questa apertura.
"Pechino non può realizzare le sue ambizioni nazionali di indipendenza tecnologica dagli Stati Uniti e il dominio finale delle tecnologie all'avanguardia senza il settore privato", ha spiegato Shehzad Qazi, direttore del China Beige Book, all'AFP. Tuttavia, ha anche avvertito che "Pechino non è interessata ad aiutare le aziende a produrre utili record o a stimolare mega rally nel mercato azionario".
La storia recente insegna prudenza. Nel 2018, Xi tenne un incontro simile con i leader aziendali, promettendo di "rafforzare la loro fiducia". Due anni dopo, lanciò una serie di accuse antitrust e anti-concorrenza contro le stesse aziende. James Reilly, economista senior di Capital Economics, ricorda che "la mancanza di controlli ed equilibri in Cina significa che questo cambiamento di atteggiamento verso il settore tecnologico potrebbe invertirsi in un attimo".
La minaccia commerciale americana e la risposta cinese
Sullo sfondo di questo riavvicinamento si staglia l'ombra di una potenziale guerra commerciale con la nuova amministrazione statunitense guidata da Donald Trump. Questa minaccia esterna potrebbe causare ulteriore instabilità economica, spingendo Pechino a valorizzare le proprie risorse tecnologiche interne.
I legislatori cinesi hanno recentemente avanzato una bozza di legge sul settore privato che, secondo il Global Times controllato dallo stato, "cementerà la protezione legale" per le aziende. Un segnale distensivo verso la comunità imprenditoriale, ma gli analisti sottolineano come il boom del settore privato sarà incoraggiato solo finché si allineerà con gli obiettivi strategici di Pechino.
Il Partito Comunista ha storicamente guardato con sospetto all'espansione incontrollata del settore privato. Shehzad Qazi interpreta il caloroso saluto di Xi a Ma come "l'ultimo segnale che la Cina sta allineando più fermamente le imprese private con le ambizioni economiche e di sicurezza nazionale del Partito".
Aspettative e realtà: il futuro del tech cinese
Gli osservatori attendono con interesse l'imminente riunione politica annuale di Pechino, nella speranza che possa chiarire se l'atteggiamento recentemente più cordiale si tradurrà in azioni concrete. Il potenziale successo di DeepSeek ha riacceso le speranze degli investitori per una più ampia adozione dell'IA e una maggiore domanda aziendale in Cina, come evidenziato da UBS.
Tuttavia, Qazi avverte che "le prospettive per le imprese private non sono così luminose come l'ottimismo recente del mercato vorrebbe far credere". L'equilibrio tra controllo statale e innovazione privata rimane delicato, con il governo che cerca di sfruttare l'energia imprenditoriale senza cedere il controllo sulla direzione strategica del paese.
Per le aziende tecnologiche cinesi, la sfida sarà navigare questo nuovo clima politico, cogliendo le opportunità di crescita senza oltrepassare i confini invisibili stabiliti dal partito. Per gli investitori internazionali, sarà fondamentale distinguere tra segnali politici temporanei e cambiamenti strutturali di lungo periodo in un ecosistema complesso e in continua evoluzione.