C:\AIBAY\MENU> _
[X]
┌──────────────┐ └──────────────┘

Whisteblower: "OpenAI non ci permette di contattare i federali"

Whisteblower: "OpenAI non ci permette di contattare i federali"

> I whistleblower denunciano contratti che richiedono il permesso per contattare le autorità regolatrici.

Un gruppo di informatori ha sollecitato la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti a indagare sugli accordi di non divulgazione (NDA) di OpenAI, l'azienda sviluppatrice del chatbot ChatGPT. Secondo le accuse, questi contratti includerebbero restrizioni che potrebbero limitare la capacità dei dipendenti di segnalare problemi alle autorità federali.

Gli informatori sostengono che gli accordi di OpenAI potrebbero aver portato a sanzioni per i lavoratori che sollevavano preoccupazioni sulla società presso le autorità federali. Questo solleva questioni importanti sulla trasparenza e la responsabilità nel settore dell'intelligenza artificiale in rapida crescita.

In una lettera inviata il 1° luglio a Gary Gensler, presidente della SEC, i rappresentanti degli informatori hanno dichiarato: "Considerati i potenziali rischi ben documentati posti dall'implementazione irresponsabile dell'IA, esortiamo i Commissari ad approvare immediatamente un'indagine sugli NDA precedenti di OpenAI e a rivedere gli sforzi apparentemente in corso da parte dell'azienda per garantire la piena conformità alle regole della SEC".

Le preoccupazioni sollevate

La lettera afferma che è stata presentata una denuncia formale alla SEC che allega violazioni legali "sistemiche" presso la startup. Il senatore statunitense Chuck Grassley ha commentato: "L'intelligenza artificiale sta alterando rapidamente e drammaticamente il panorama tecnologico come lo conosciamo", aggiungendo che "le politiche e le pratiche di OpenAI sembrano avere un effetto intimidatorio sul diritto degli informatori di parlare e ricevere il dovuto compenso per le loro segnalazioni protette".

Gli informatori sostengono che i contratti di lavoro, gli accordi di buonuscita e gli NDA di OpenAI violano le regole della SEC. In particolare, affermano che ai dipendenti è stato richiesto di firmare accordi che rinunciano ai loro diritti federali al compenso come informatori.

C'è un urgente bisogno di garantire che i dipendenti che lavorano su questa tecnologia comprendano di poter sollevare reclami o affrontare preoccupazioni con le autorità federali di regolamentazione o di contrasto.

Le richieste alla SEC

Gli informatori chiedono alla SEC di intraprendere quattro azioni specifiche:

  1. Far produrre a OpenAI ogni NDA emesso e assicurarsi che nessuno dei firmatari abbia avuto i propri diritti compromessi
  2. Ricordare ai dipendenti passati e presenti di OpenAI che hanno il diritto di denunciare irregolarità
  3. Multare OpenAI per ogni NDA improprio
  4. Ordinare a OpenAI di correggere l'"effetto intimidatorio" delle sue pratiche passate

La lettera sottolinea che gli NDA restrittivi sono "particolarmente gravi" dato il potenziale dei sistemi di IA avanzati di minacciare l'umanità.

La risposta di OpenAI

Un portavoce di OpenAI ha dichiarato: "La nostra politica sugli informatori protegge i diritti dei dipendenti di fare segnalazioni protette". Ha inoltre aggiunto: "Crediamo che un dibattito rigoroso su questa tecnologia sia essenziale e abbiamo già apportato importanti modifiche al nostro processo di uscita per rimuovere i termini di non denigrazione".

La SEC non ha ancora commentato pubblicamente la richiesta di indagine. Questa situazione mette in luce l'importanza di bilanciare la protezione della proprietà intellettuale delle aziende tecnologiche con la necessità di trasparenza e supervisione nel campo dell'intelligenza artificiale, un settore in rapida evoluzione con potenziali implicazioni di vasta portata per la società.


La controversia riguardante le policy interne di OpenAI sfiora un tema storico che ha sempre suscitato dibattito: il bilanciamento tra segretezza e trasparenza nella ricerca e nelle pratiche aziendali. La ricerca di un equilibrio adeguato si ritrova non solo nei settori legati alle nuove tecnologie, ma permea l'intera storia del progresso industriale e scientifico.

Una digressione storica evidente: durante la rivoluzione industriale, molte invenzioni vennero protette con feroci politiche di segretezza, mirate a conservare monopolii di mercato. Tuttavia, la compartecipazione e la divulgazione di idee hanno spesso accelerato l'innovazione più della loro restrizione.

"Il segreto è l'anima del business" quest'antico adagio mostra quanto fin dall'inizio delle pratiche commerciali moderne, la cultura del segreto sia stata un dilemma costante.

Al contempo, la crescita esplosiva dell'industria tecnologica negli ultimi decenni ha portato privati e governi a riflettere sull'importanza del whistleblowing, ovvero la segnalazione di attività illecite o non etiche all'interno di un'organizzazione. Esporre le malepratiche può salvaguardare il pubblico da rischi notevoli, specialmente in ambiti ad alto impatto come l'intelligenza artificiale (IA), che possono avere ampie ripercussioni sociali e etiche.

Curiosamente, in precedenti epoche storiche e in altri settori, figure come i "fr whistleblower" spesso venivano trattate con sospetto e ostilità, ma la loro esistenza ha rivelato la necessità di avere forme protette e sicure per la segnalazione di comportamenti scorretti. La trasparenza nell'Industrial Age era rara, ma man mano che ci si è avvicinati all'Era dell'InformazioneA, le normative sono cambiate per promuovere apertura e integrità, soprattutto nella gestione dei consapevoli rischi posti dall'IA.

Il tema degli accordi di non divulgazione (NDA) nella tecnologia non è solo una mera formalità legale; esso riflette una profonda sfida etica e culturale che va oltre il diritto della proprietà intellettuale. Riguarda la responsabilità verso l'umanità intera considerando il potenzialità di ciò che l'IA può conseguire o distruggere.

La questione sollevata contro OpenAI, quindi, inserisce l'azienda in un contesto storico più ampio che interroga le modalità con cui la società sceglie di bilanciare innovazione e riservatezza con sicurezza e trasparenza. Ogni volta che una nuova tecnologia entra in scena, rinnova questi antichi dilemmi, imponendo a legislatori, aziende e società civile di riconsiderare le regole più adatte a governare il loro sviluppo.