Kaylin ha scoperto di essere stata vittimizzata quando è stata chiamata a testimoniare in tribunale contro Smelko, che non aveva mai incontrato prima. "Ho pianto in modo incontrollabile perché non riesco a capire come alcune persone possano essere così malvagie", ha dichiarato l'attrice in un'intervista.
Il caso ha spinto Kaylin a diventare una sostenitrice pubblica del disegno di legge californiano AB 1831, che estende le leggi esistenti contro il materiale pedopornografico per includere immagini e video alterati digitalmente o generati tramite AI. A giugno, ha testimoniato a sostegno della proposta di legge al Campidoglio di Sacramento.
Una nuova legge per proteggere i minori
Alla fine di settembre, il governatore della California Gavin Newsom ha firmato la legge. Ora i predatori che creano tale materiale possono affrontare la reclusione e multe fino a 100.000 dollari nello stato.
La nuova normativa si concentra sull'uso dell'AI da parte dei predatori di minori, ma Kaylin e i suoi genitori evidenziano anche altri fattori che l'hanno messa a rischio, in particolare l'uso dei social media richiesto per il suo lavoro di attrice.
Mark Hayman, padre di Kaylin, critica le aziende che impiegano giovani attori senza fornire un adeguato supporto: "Disney ha creato il suo account Instagram specificamente per promuovere lo show e se stessi. Ma quando queste aziende impiegano questi ragazzi e li fanno postare senza fornire supporto, lì sta il problema più grande."
I rischi dei social media per i giovani attori
Kaylin aveva solo 10 anni quando ha ottenuto il suo account Instagram, nonostante il social network richieda un'età minima di 13 anni per l'iscrizione. Smelko ha scaricato le foto dal suo profilo per creare le immagini sessuali.
Negli ultimi anni, l'attrice ha anche subito molestie da parte di uomini che le hanno inviato foto di nudo tramite Instagram e TikTok. Ha segnalato i messaggi indesiderati ad entrambe le piattaforme, ma sostiene che non sia stata intrapresa alcuna azione.
I genitori di Kaylin ritengono che anche il sindacato degli attori Sag-Aftra debba essere più proattivo nell'educare i suoi membri sui rischi dei predatori che utilizzano l'AI e i social media per vittimizzare personaggi pubblici.
La diffusione del materiale pedopornografico online
Il caso di Kaylin si inserisce in un contesto di crescente diffusione di materiale pedopornografico online. Secondo il National Center for Missing & Exploited Children (NCMEC), nel 2023 sono stati ricevuti 36,2 milioni di segnalazioni di abusi su minori online, con un aumento del 12% rispetto all'anno precedente. La maggior parte di queste segnalazioni proveniva da Meta.
Sebbene la maggior parte dei casi riguardasse foto e video reali di bambini abusati sessualmente, il NCMEC ha anche ricevuto 4.700 segnalazioni di immagini o video di sfruttamento sessuale di minori creati con l'AI generativa.
L'impatto sulla vita di Kaylin
Kaylin afferma che la scoperta dell'uso del suo volto per creare materiale pedopornografico ha segnato la fine della sua innocenza infantile. Ora è più nervosa riguardo alla sua sicurezza e a quella di altri bambini e adolescenti che conosce.
"Se vedo un uomo o qualcuno che mi guarda in modo un po' strano, sono sempre sul chi vive", dice. "Penso sempre al peggio che può accadere in certe situazioni. Credo che sia qualcosa a cui le giovani donne hanno dovuto abituarsi. È sfortunato che abbia dovuto avere questo brusco risveglio a 16 anni."
Dalla vittimizzazione all'attivismo
Nonostante l'esperienza traumatica, Kaylin è determinata a continuare la sua carriera di attrice e spera un giorno di recitare in film. Attualmente, si sta concentrando sul completamento dell'ultimo anno di liceo e sul suo lavoro di attivista contro lo sfruttamento online dei minori.
L'esperienza ha anche acceso in lei una nuova ambizione: vuole studiare legge per diventare un avvocato specializzato nei diritti dei minori.
"Sono molto fortunata che il mio caso non sia stato peggiore. So che molte persone hanno situazioni peggiori della mia", afferma Kaylin. "Sto cercando di aggiungere un po' di bene a qualcosa di così brutto."
La storia di Kaylin Hayman evidenzia la necessità di una maggiore protezione dei minori online, soprattutto nell'era dell'intelligenza artificiale. La sua testimonianza e il suo attivismo hanno contribuito a un cambiamento legislativo significativo in California, ma resta ancora molto da fare per garantire la sicurezza dei giovani nel mondo digitale.