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Nova Act, l'IA di Amazon che compra al posto tuo

Nova Act, l'IA di Amazon che compra al posto tuo

> Nova Act alimenta già alcune funzionalità di Alexa Plus, migliorando l'esperienza smart con tecnologia all'avanguardia.

L'intelligenza artificiale di Amazon si avventura nell'automazione delle attività quotidiane, aprendo nuovi scenari per il futuro dell'assistenza digitale. Il colosso dell'e-commerce ha recentemente presentato Nova Act, un modello AI progettato per eseguire compiti concreti direttamente nel browser, dalla ricerca online agli acquisti, fino alla programmazione di attività ricorrenti. Sebbene al momento sia disponibile solo per gli sviluppatori in una fase di "anteprima di ricerca", questa novità rappresenta un passo significativo verso assistenti virtuali sempre più capaci di sostituirsi all'utente in operazioni complesse.

Da Alexa a Nova: l'evoluzione dell'assistente virtuale secondo Amazon

Nova Act è il primo prodotto nato dai laboratori di Amazon Artificial General Intelligence (AGI), la divisione dedicata allo sviluppo di intelligenze artificiali avanzate. Le ambizioni sono chiare: creare agenti digitali in grado di gestire mansioni articolate e multifase, come l'organizzazione di un matrimonio o la risoluzione di problemi IT aziendali. Già integrato nella versione potenziata di Alexa Plus, Nova Act si distingue per la capacità di comprendere istruzioni dettagliate, come "non accettare l'assicurazione aggiuntiva" durante un acquisto online.

La corsa agli "agenti AI" vede Amazon confrontarsi direttamente con OpenAI, che ha sviluppato una tecnologia simile chiamata Operator. Entrambe le aziende puntano su un mercato emergente: quello di utenti disposti a pagare per assistenti che non si limitino a rispondere a domande, ma possano sostituirsi attivamente all'utente nell'esecuzione di compiti.

L'intelligenza artificiale passa dal rispondere alle domande al compiere azioni concrete.

L'ecosistema Nova: potenza accessibile a costi contenuti

Nova Act va ad aggiungersi agli altri cinque modelli della suite Nova, annunciata inizialmente a dicembre 2024. Tra questi figurano tre modelli dedicati alla "comprensione", affiancati da generatori di immagini e video. La strategia di Amazon non punta sulla supremazia tecnologica assoluta, quanto piuttosto su velocità ed economicità: i modelli Nova sarebbero "almeno il 75% meno costosi" rispetto ai concorrenti con prestazioni comparabili.

Fino ad oggi, questi strumenti erano accessibili esclusivamente attraverso Amazon Bedrock, piattaforma integrata in Amazon Web Services che ospita sia i modelli proprietari sia quelli di terze parti come DeepSeek, Anthropic e Meta. La novità sostanziale è l'apertura di un portale web dedicato agli utenti statunitensi, che permette di interagire direttamente con i modelli Nova senza passare necessariamente da Bedrock.

Democratizzazione dell'accesso all'intelligenza artificiale

Secondo Rohit Prasad, vicepresidente senior di Amazon AGI, il nuovo sito web ha l'obiettivo di permettere agli sviluppatori di "testare rapidamente le proprie idee con i modelli Nova, per poi implementarle su larga scala in Amazon Bedrock". Questa mossa rappresenta un tentativo di semplificare l'accesso agli strumenti di intelligenza artificiale, abbattendo le barriere tecniche che spesso scoraggiano i non addetti ai lavori.

La decisione di Amazon si inserisce in un contesto più ampio di democratizzazione dell'AI, in cui i grandi protagonisti del settore tech cercano di ampliare la base di utenti dei propri strumenti avanzati. Non si tratta solo di una questione commerciale: maggiore è il numero di persone che interagisce con questi modelli, più rapidamente essi possono migliorare attraverso l'apprendimento e il feedback.

Il futuro dell'interazione uomo-macchina

Con Nova Act, Amazon conferma la tendenza del settore verso sistemi di intelligenza artificiale sempre più orientati all'azione piuttosto che alla semplice generazione di contenuti. La visione di Dominic Preston, editor con oltre un decennio di esperienza nel giornalismo tecnologico, trova conferma: stiamo assistendo a un passaggio fondamentale dagli assistenti che rispondono alle domande a quelli che agiscono autonomamente per conto dell'utente.

Resta da vedere come il pubblico accoglierà queste soluzioni, considerando le inevitabili preoccupazioni legate alla privacy e alla sicurezza che emergono quando si delega a un sistema automatizzato la gestione di attività sensibili come gli acquisti online. Nel panorama italiano, dove la diffidenza verso le nuove tecnologie è spesso più marcata rispetto al mercato americano, l'adozione di strumenti come Nova Act potrebbe richiedere tempi più lunghi e garanzie supplementari.