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Altman verso 7% di OpenAI: svolta commerciale

Altman verso 7% di OpenAI: svolta commerciale

> L'AD di OpenAI Sam Altman potrebbe ricevere il 7% delle azioni. L'azienda valuta la transizione a scopo di lucro, una svolta per la startup di IA.

OpenAI, l'azienda leader nello sviluppo di intelligenza artificiale, sta valutando una radicale trasformazione della sua struttura societaria e della distribuzione delle quote di proprietà. Secondo fonti vicine alla società, il CEO Sam Altman potrebbe ricevere una partecipazione del 7% nell'azienda, mentre OpenAI si prepara a diventare un'impresa a scopo di lucro.

Questa mossa segnerebbe un cambiamento epocale per OpenAI, fondata nel 2015 come organizzazione di ricerca no-profit con l'obiettivo di sviluppare un'intelligenza artificiale sicura e benefica per l'umanità. La transizione verso un modello for-profit riflette la crescente necessità di finanziare gli elevati costi di sviluppo dei modelli di IA, bilanciando al contempo la missione originale dell'azienda.

Tra le opzioni considerate c'è la trasformazione in una public benefit corporation, un tipo di società che mira sia al profitto che al beneficio sociale. Questa struttura permetterebbe a OpenAI di mantenere un focus sulla sua missione originale pur adottando un modello di business più sostenibile economicamente.

La potenziale concessione di una quota azionaria ad Altman rappresenta un cambiamento significativo rispetto alla sua precedente posizione. Finora, il CEO aveva rifiutato di prendere partecipazioni, sottolineando che l'azienda doveva beneficiare ampiamente la società e che lui aveva già abbastanza risorse personali.

La transizione è ancora in fase di discussione e non è stata stabilita una tempistica.

Ristrutturazione in un contesto di cambiamenti manageriali

Le discussioni sulla ristrutturazione avvengono in un momento di significativi cambiamenti nell'organigramma di OpenAI. Recentemente, il Chief Technology Officer Mira Murati ha annunciato le sue dimissioni, aggiungendosi a una serie di partenze di alto profilo avvenute negli ultimi mesi.

In una dichiarazione su X (ex Twitter), Murati ha spiegato: "Mi sto allontanando perché voglio creare il tempo e lo spazio per fare la mia esplorazione personale". Altman ha risposto esprimendo "immensa gratitudine" per il contributo di Murati, sottolineando il suo ruolo cruciale nello sviluppo di prodotti chiave come ChatGPT e DALL-E.

Le partenze di figure di spicco come Murati, Ilya Sutskever (chief scientist) e Greg Brockman (co-fondatore) hanno sollevato interrogativi sulla stabilità interna dell'azienda, soprattutto dopo il tumultuoso licenziamento e successiva riassunzione di Altman nel 2023.

Implicazioni finanziarie e future prospettive

OpenAI sta attualmente cercando di raccogliere 6,5 miliardi di dollari con una valutazione di 150 miliardi di dollari, che la renderebbe una delle startup più preziose al mondo. Se la ristrutturazione e la nuova distribuzione delle quote andranno in porto, il valore netto di Altman potrebbe aumentare di oltre 10 miliardi di dollari, portandolo tra le persone più ricche del pianeta.

Nonostante i cambiamenti in corso, un portavoce di OpenAI ha affermato che l'azienda rimane "concentrata sulla costruzione di un'IA che benefici tutti", aggiungendo che "l'organizzazione no-profit è fondamentale per la nostra missione e continuerà a esistere".

La potenziale ristrutturazione di OpenAI riflette le sfide che le aziende di IA affrontano nel bilanciare obiettivi etici e sostenibilità finanziaria. Mentre l'azienda si evolve, resta da vedere come manterrà il suo impegno originale per un'IA sicura e benefica all'interno di una struttura più orientata al profitto.